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LIBANO

In dicembre, il Giappone ha chiesto l'estradizione...

In dicembre, il Giappone ha chiesto l'estradizione di 5 membri della "Armata Rossa Giapponese" che sono stati arrestati in Libano il 15-02-97 per aver falsificato i permessi di residenza

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In dicembre, il Giappone ha chiesto l'estradizione di 5 membri della "Armata Rossa Giapponese" che sono stati arrestati in Libano il 15-02-97 per aver falsificato i permessi di residenza. I 5 sono accusati di atti di terrorismo e in Giappone rischiano la pena di morte. Kozo Okamoto, 51 anni, è l'unico membro dell'Armata Rossa che era sopravvissuto all'attacco contro l'aeroporto israeliano di Lod, nel 1972, con 26 vittime. Era stato condannato all'ergastolo in Israele, ma liberato nel 1985 quando 1.150 palestinesi furono scambiati con soldati israeliani prigionieri. Gli altri giapponesi sono: Masao Adachi, 59 anni, il capo della cellula mediorientale del gruppo terroristico nipponico, incaricato dei contatti con i palestinesi; Kazuo Tohira, 46 anni, Haro Wako, 50 anni, e Mariko Yamamoto, 59 anni, l'unica donna. Non esiste un trattato bilaterale di collaborazione giudiziaria tra Giappone e Libano. La richiesta di estradizione del Giappone è avvenuta per vie non completamente formali, e comunque il Libano ha fatto sapere che, per legge, una richiesta di estradizione non potrebbe essere accolta prima che i detenuti giapponesi abbiano scontato la pena loro inflitta dai tribunali libanesi. Il Governo libanese fronteggia da un lato il timore che il Giappone potrebbe risentirsi per la non-collaborazione sul piano giuridico e ridurre o cessare gli investimenti in Libano, dall'altro l'opinione pubblica interna, che simpatizza per i giapponesi, chiaramente favorevoli alla causa araba. Il Governo potrebbe scegliere di processare e condannare i 5 giapponesi per la falsificazione dei visti, in modo di poter rinviare di qualche anno la decisione sull'estradizione.