Il Tribunale Penale Internazionale per la ex Iugoslavia...
Il Tribunale Penale Internazionale per la ex Iugoslavia con sede a L'Aja ha riconosciuto il Generale Radislav Krstic colpevole di genocidio di musulmani bosniaci nell'enclave di Srebrenica e lo ha condannato a 46 anni di carcere
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Il Tribunale Penale Internazionale per la ex Iugoslavia con sede a L'Aja ha riconosciuto il Generale Radislav Krstic colpevole di genocidio di musulmani bosniaci nell'enclave di Srebrenica e lo ha condannato a 46 anni di carcere. Questa è stata la prima condanna per genocidio pronunciata dalla Corte Internazionale.
Secondo la sentenza, le uccisioni di massa sono iniziate il 13 luglio 1995 quando almeno 150 persone, 50 almeno delle quali avevano le mani legate da fili di ferro, furono portate con gli autobus a Cerska e fucilate al margine di un bosco. Più tardi nel pomeriggio l'esecuzione di massa cominciò seriamente quando circa 1.500 musulmani di Bosnia furono radunati in un deposito e fucilati a distanza ravvicinata da plotoni di esecuzione serbi, membri dei quali hanno lanciato dentro bombe a mano. "Il giorno dopo, le Forze Serbe hanno chiamato a voce alta eventuali sopravvissuti," ha detto alla corte il giudice Rodrigues in un francese misurato e lento. "Alcuni di coloro che risposero furono costretti a cantare canzoni serbe e poi furono uccisi."
Al tribunale è stato riferito che Krstic aveva personalmente contribuito a pianificare, preparare ed eseguire l'uccisione di almeno 7.500 uomini e ragazzi musulmani, e che era stato scelto per un encomio dai suoi superiori per aver fatto "un lavoro starordinario" ed essere stato "un grande comandante".
Secondo la sentenza, le uccisioni di massa sono iniziate il 13 luglio 1995 quando almeno 150 persone, 50 almeno delle quali avevano le mani legate da fili di ferro, furono portate con gli autobus a Cerska e fucilate al margine di un bosco. Più tardi nel pomeriggio l'esecuzione di massa cominciò seriamente quando circa 1.500 musulmani di Bosnia furono radunati in un deposito e fucilati a distanza ravvicinata da plotoni di esecuzione serbi, membri dei quali hanno lanciato dentro bombe a mano. "Il giorno dopo, le Forze Serbe hanno chiamato a voce alta eventuali sopravvissuti," ha detto alla corte il giudice Rodrigues in un francese misurato e lento. "Alcuni di coloro che risposero furono costretti a cantare canzoni serbe e poi furono uccisi."
Al tribunale è stato riferito che Krstic aveva personalmente contribuito a pianificare, preparare ed eseguire l'uccisione di almeno 7.500 uomini e ragazzi musulmani, e che era stato scelto per un encomio dai suoi superiori per aver fatto "un lavoro starordinario" ed essere stato "un grande comandante".
— FONTI
- (Fonti: The Times, Washington Post, 03/08/2001)
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