Il Senato dello stato di New York oggi ha approvato il disegno di legge presentato dal repubblicano Martin Golden che prevede la pena di morte per l’omicidio volontario di un poliziotto, di un dipendente dell’amministrazione penitenziaria, o di un
Il Senato dello stato di New York oggi ha approvato il disegno di legge presentato dal repubblicano Martin Golden che prevede la pena di morte per l’omicidio volontario di un poliziotto, di un dipendente dell’amministrazione penitenziaria, o di un
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Il Senato dello stato di New York oggi ha approvato il disegno di legge presentato dal repubblicano Martin Golden che prevede la pena di morte per l’omicidio volontario di un poliziotto, di un dipendente dell’amministrazione penitenziaria, o di un dipendente degli uffici del giudice di pace. Il progetto di legge passa ora all’esame dell’Assemblea. Come è noto, nello stato di New York è in vigore una moratoria de facto perché il 24 giugno 2004 (vedi) la Corte d’Appello aveva dichiarato incostituzionale la legge capitale nella parte in cui prevedeva che il giudice spiegasse alla giuria popolare la possibilità di scegliere tra ergastolo senza condizionale e pena di morte, spiegando anche che nel caso i giurati non avessero raggiunto l’unanimità per l’una o l’altra condanna, compito del giudice sarebbe stato emettere una sentenza all’ergastolo, condanna che prevede la possibilità di libertà condizionale dopo aver scontato 20 anni. La Corte d’Appello aveva ritenuto che informare esplicitamente i giurati che in caso di stallo il condannato potrebbe un giorno essere scarcerato potrebbe indurre i giurati popolari a votare a favore della condanna a morte anche quando in realtà preferirebbero l’ergastolo senza condizionale. Da allora i repubblicani, che hanno la maggioranza solo al Senato, ma sono in forte minoranza nell’Assemblea, hanno più volte tentato di correggere la legge secondo quanto suggerito dalla Corte d’Appello, ma sono sempre stati bloccati dai Democratici, che invece preferiscono lasciare le cose come stanno. Si tratta di un compromesso, in cui la pena di morte non viene abolita, ma in compenso non viene varata la nuova legge che la rimetta in vigore. Per ovviare a questo impasse, il Senato ha previsto per la legge approvata oggi che in caso di stallo della giuria la sentenza sia obbligatoriamente l’ergastolo senza condizionale, aggirando così il problema dell’ergastolo “normale” che consentirebbe la scarcerazione dopo 20 o 25 anni.
— FONTI
- (fonti: Empire State News, 27/05/2008)
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