Il Privy Council britannico ha dichiarato incostituzionale...
Il Privy Council britannico ha dichiarato incostituzionale la pena di morte obbligatoria di Trinidad e Tobago
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Il Privy Council britannico ha dichiarato incostituzionale la pena di morte obbligatoria di Trinidad e Tobago.
Di conseguenza le sentenze degli 84 prigionieri del braccio della morte di Trinidad e Tobago saranno riconsiderate.
Ma la decisione riguarder� molti altri, nelle Bahamas, Jamaica e Barbados, che si sono rivolti al Privy Council.
Il Privy Council, corte d'appello finale per alcune delle ex colonie britanniche, ha raggiunto la decisione con una maggioranza di tre a due.
I Lord Steyn, Bingham e Walker hanno giudicato la pena di morte obbligatoria in contraddizione con gli obblighi internazionali di Trinidad e Tobago, ed incostituzionale. I Lord Millett e Rodger hanno dissentito.
Il ricorso era stato presentato da Balkissoon Roodal, nel braccio della morte dal luglio 1999. Era stato condannato all'impiccagione per l'omicidio di un uomo in seguito ad una lite per il furto di piante di marijuana.
Il suo ricorso era stato respinto dalla corte d'appello di Trinidad nel febbraio 2000.
In seguito alla decisione, la morte diventer� la pena massima per gli assassini, e sar� imposta solo per gli omicidi pi� gravi, piuttosto che obbligatoriamente.
Lord Steyn ha detto che la legge di Trinidad e Tobago relativa all'omicidio � basata sulla Common Law inglese. L'omicidio non richiede l'intenzione di uccidere ma solo l'intenzione di provocare lesioni gravi alla persona.
Studi mostrano che solo una minoranza degli assassini � stata riconosciuta colpevole sulla base dell'intenzione di uccidere.
La pena di morte obbligatoria valuta tutti gli assassini nello stesso modo.
L'11 marzo 2002 il Comitato Giuridico del Privy Council aveva confermato la decisione presa nell'aprile 2001 dalla Corte d'Appello dei Caraibi Orientali (Ecca), considerando incostituzionale, perch� inumana e degradante, la pena di morte quale sanzione obbligatoria per l'omicidio. La decisione era vincolante per soli 7 paesi: Antigua e Barbuda, Belize, Dominica, Grenada, St Kitts e Nevis, St Lucia, St Vincent e Grenadine.
Di conseguenza le sentenze degli 84 prigionieri del braccio della morte di Trinidad e Tobago saranno riconsiderate.
Ma la decisione riguarder� molti altri, nelle Bahamas, Jamaica e Barbados, che si sono rivolti al Privy Council.
Il Privy Council, corte d'appello finale per alcune delle ex colonie britanniche, ha raggiunto la decisione con una maggioranza di tre a due.
I Lord Steyn, Bingham e Walker hanno giudicato la pena di morte obbligatoria in contraddizione con gli obblighi internazionali di Trinidad e Tobago, ed incostituzionale. I Lord Millett e Rodger hanno dissentito.
Il ricorso era stato presentato da Balkissoon Roodal, nel braccio della morte dal luglio 1999. Era stato condannato all'impiccagione per l'omicidio di un uomo in seguito ad una lite per il furto di piante di marijuana.
Il suo ricorso era stato respinto dalla corte d'appello di Trinidad nel febbraio 2000.
In seguito alla decisione, la morte diventer� la pena massima per gli assassini, e sar� imposta solo per gli omicidi pi� gravi, piuttosto che obbligatoriamente.
Lord Steyn ha detto che la legge di Trinidad e Tobago relativa all'omicidio � basata sulla Common Law inglese. L'omicidio non richiede l'intenzione di uccidere ma solo l'intenzione di provocare lesioni gravi alla persona.
Studi mostrano che solo una minoranza degli assassini � stata riconosciuta colpevole sulla base dell'intenzione di uccidere.
La pena di morte obbligatoria valuta tutti gli assassini nello stesso modo.
L'11 marzo 2002 il Comitato Giuridico del Privy Council aveva confermato la decisione presa nell'aprile 2001 dalla Corte d'Appello dei Caraibi Orientali (Ecca), considerando incostituzionale, perch� inumana e degradante, la pena di morte quale sanzione obbligatoria per l'omicidio. La decisione era vincolante per soli 7 paesi: Antigua e Barbuda, Belize, Dominica, Grenada, St Kitts e Nevis, St Lucia, St Vincent e Grenadine.
— FONTI
- (Fonti: The Guardian, 21/11/2003)
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