Il Presidente nigeriano Olusegun Obasanjo ha suggerito...
Il Presidente nigeriano Olusegun Obasanjo ha suggerito che la donna condannata a morte per atti sessuali compiuti fuori dal matrimonio potrebbe vincere la richiesta di sospensione, e affermato che l'esito dell'appello avrebbe "felicitato i cuori"
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Il Presidente nigeriano Olusegun Obasanjo ha suggerito che la donna condannata a morte per atti sessuali compiuti fuori dal matrimonio potrebbe vincere la richiesta di sospensione, e affermato che l'esito dell'appello avrebbe "felicitato i cuori".
Nell'ottobre del 2001 Safiya Hussaini, madre divorziata di sei bambini, era stata condannata a morte per lapidazione dopo che, nella città di Sokoto (nord ovest della Nigeria) una corte fondata sulla Sharia l'aveva giudicata colpevole di adulterio.
La decisione ha innescato una mobilitazione internazionale e la donna ha presentato appello contro il verdetto.
"Voglio rassicurare la comunità internazionale, gli amici della Nigeria e gli amici di Safiya del fatto che Safiya ha presentato appello, e credo, sulla base di quest'appello, che noi possiamo attenderci che giustizia sarà fatta," ha detto Obasanjo in una conferenza stampa svolta durante una breve visita in Italia.
"Giustizia sarà fatta e riscalderà i cuori di quanti chiedono giustizia nel caso di Safiya,", ha detto Obasanjo ai giornalisti.
L'appello della Ussaini avrebbe dovuto cominciare in gennaio, ma l'udienza è stata rinviata al 18 marzo per dare agli avvocati del governo dello stato di Sokoto il tempo per preparare la loro posizione.
Il governo nigeriano ha detto di non poter intervenire nel processo legale, ma una fonte del ministero della giustizia ha rimarcato che l'appello di Safiya, se necessario, può andare alla Corte federale d'appello e poi alla Corte suprema. E che se la Corte suprema dovesse mantenere la sentenza, il governatore dello Stato avrebbe sempre il potere di commutare la sentenza, sempre secondo fonti del governo.
Obasanjo si è detto "compiaciuto" delle reazioni internazionali al caso. "Questo dimostra quanto il mondo sia interessato, anche al caso di una ragazza sola in un'area remota [del mondo]. E' un indice di quanto sia piccolo il villaggio globale".
Nell'ottobre del 2001 Safiya Hussaini, madre divorziata di sei bambini, era stata condannata a morte per lapidazione dopo che, nella città di Sokoto (nord ovest della Nigeria) una corte fondata sulla Sharia l'aveva giudicata colpevole di adulterio.
La decisione ha innescato una mobilitazione internazionale e la donna ha presentato appello contro il verdetto.
"Voglio rassicurare la comunità internazionale, gli amici della Nigeria e gli amici di Safiya del fatto che Safiya ha presentato appello, e credo, sulla base di quest'appello, che noi possiamo attenderci che giustizia sarà fatta," ha detto Obasanjo in una conferenza stampa svolta durante una breve visita in Italia.
"Giustizia sarà fatta e riscalderà i cuori di quanti chiedono giustizia nel caso di Safiya,", ha detto Obasanjo ai giornalisti.
L'appello della Ussaini avrebbe dovuto cominciare in gennaio, ma l'udienza è stata rinviata al 18 marzo per dare agli avvocati del governo dello stato di Sokoto il tempo per preparare la loro posizione.
Il governo nigeriano ha detto di non poter intervenire nel processo legale, ma una fonte del ministero della giustizia ha rimarcato che l'appello di Safiya, se necessario, può andare alla Corte federale d'appello e poi alla Corte suprema. E che se la Corte suprema dovesse mantenere la sentenza, il governatore dello Stato avrebbe sempre il potere di commutare la sentenza, sempre secondo fonti del governo.
Obasanjo si è detto "compiaciuto" delle reazioni internazionali al caso. "Questo dimostra quanto il mondo sia interessato, anche al caso di una ragazza sola in un'area remota [del mondo]. E' un indice di quanto sia piccolo il villaggio globale".
— FONTI
- (Fonti: Reuters, 19/02/2002)
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