Il Presidente messicano, Vincente Fox, si è dichiarato...
Il Presidente messicano, Vincente Fox, si è dichiarato contrario alla pena di morte e al referendum per la sua reintroduzione chiesto dal Partito Rivoluzionario Istituzionale (PRI) e dal Partito Ecologista dei Verdi (PVEM)
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Il Presidente messicano, Vincente Fox, si è dichiarato contrario alla pena di morte e al referendum per la sua reintroduzione chiesto dal Partito Rivoluzionario Istituzionale (PRI) e dal Partito Ecologista dei Verdi (PVEM).
"Non risolve il problema della criminalità. Ciò che risolve è l'inefficienza della polizia. Ciò che stanno proponendo a me sembra un errore," ha detto Fox durante una visita a Ciudad Satelite, a ovest della capitale.
Il PRI e il PVEM hanno organizzato un referendum condotto anche per telefono per farsi un'idea dell'opinione pubblica sull'eventuale reintroduzione della pena capitale per i crimini più gravi. I partiti hanno giustificato l'iniziativa politica, in attesa del conteggio definitivo, dicendo di voler conoscere l'opinione pubblica sull'applicazione di misure più severe contro i criminali.
La domanda riguardava l'opportunità di emettere condanne a morte o all'ergastolo per omicidio, rapimento e altri reati violenti.
Le organizzazioni non governative sui diritti umani hanno criticato l'iniziativa, definendola, oltre che una arretramento sociale, contraria agli impegni presi dal Messico con l'Organizzazione degli Stati Americani (OAS) e con le Nazioni Unite.
La pena capitale è prevista dall'articolo 22 della costituzione messicana per i casi di tradimento alla nazione, parricidio, omicidio aggravato e altri reati, ma non è inserita nei codici penale dei 32 stati messicani.
"Non risolve il problema della criminalità. Ciò che risolve è l'inefficienza della polizia. Ciò che stanno proponendo a me sembra un errore," ha detto Fox durante una visita a Ciudad Satelite, a ovest della capitale.
Il PRI e il PVEM hanno organizzato un referendum condotto anche per telefono per farsi un'idea dell'opinione pubblica sull'eventuale reintroduzione della pena capitale per i crimini più gravi. I partiti hanno giustificato l'iniziativa politica, in attesa del conteggio definitivo, dicendo di voler conoscere l'opinione pubblica sull'applicazione di misure più severe contro i criminali.
La domanda riguardava l'opportunità di emettere condanne a morte o all'ergastolo per omicidio, rapimento e altri reati violenti.
Le organizzazioni non governative sui diritti umani hanno criticato l'iniziativa, definendola, oltre che una arretramento sociale, contraria agli impegni presi dal Messico con l'Organizzazione degli Stati Americani (OAS) e con le Nazioni Unite.
La pena capitale è prevista dall'articolo 22 della costituzione messicana per i casi di tradimento alla nazione, parricidio, omicidio aggravato e altri reati, ma non è inserita nei codici penale dei 32 stati messicani.
— FONTI
- (Fonti: EFE, 16/02/2003)
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