il Presidente iracheno Jalal Talabani, ha detto che non firmerà per l’esecuzione di Saddam Hussein
il Presidente iracheno Jalal Talabani, ha detto che non firmerà per l’esecuzione di Saddam Hussein anche se questo dovesse costagli la sua carica.
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il Presidente iracheno Jalal Talabani, ha detto che non firmerà per l’esecuzione di Saddam Hussein anche se questo dovesse costagli la sua carica.
“Una volta che l’interrogatorio (di Saddam) sarà terminato, andrà davanti ad un tribunale,” ha detto Talabani in un’intervista all’emittente televisiva Al-Arabiya.
Se l’ex dittatore dovesse essere condannato a morte, “non firmerò”, ha detto.
“Sono un uomo di principi. Non posso rinunciare ai miei principi a causa del mio lavoro. Se ci dovesse essere un conflitto tra la mia carica e i miei principi rinuncerò alla carica e terrò i principi,” ha dichiarato Talabani. Il Presidente aveva già detto a maggio che non avrebbe firmato il decreto di esecuzione di Saddam, il cui processo, su accuse di crimini contro l’umanità si terrà nei prossimi due mesi. Il Presidente iracheno, oppositore della pena capitale, si è rifiutato all’inizio di agosto di firmare la prima condanna a morte emessa nel paese dalla dittatura di Saddam nel 2003, delegando il suo vice a firmare il decreto.
Il governo iracheno ha difeso la sua decisione di ripristinare la pena capitale nonostante l’appello delle Nazioni Unite di riconsiderare l’esecuzione di tre condannati a morte.
Il vice presidente Adel Abdel Mehdi ha firmato il decreto che autorizza le esecuzioni di tre uomini per il sequestro di un agente di polizia e lo stupro di una donna.
Gli uomini, sospetti membri del gruppo Ansar al-Sunna collegato ad Al-Qaeda, erano stati condannati a maggio. La sentenza era stata successivamente approvata dal Consiglio Supremo di Giustizia, la più alta autorità giudiziaria del paese.
Le esecuzioni sono previste nella città di Kut, a 175 km. a sud-est di Bahdad, nei prossimi giorni. Non è noto come il governo intenda praticare le esecuzioni.
“Una volta che l’interrogatorio (di Saddam) sarà terminato, andrà davanti ad un tribunale,” ha detto Talabani in un’intervista all’emittente televisiva Al-Arabiya.
Se l’ex dittatore dovesse essere condannato a morte, “non firmerò”, ha detto.
“Sono un uomo di principi. Non posso rinunciare ai miei principi a causa del mio lavoro. Se ci dovesse essere un conflitto tra la mia carica e i miei principi rinuncerò alla carica e terrò i principi,” ha dichiarato Talabani. Il Presidente aveva già detto a maggio che non avrebbe firmato il decreto di esecuzione di Saddam, il cui processo, su accuse di crimini contro l’umanità si terrà nei prossimi due mesi. Il Presidente iracheno, oppositore della pena capitale, si è rifiutato all’inizio di agosto di firmare la prima condanna a morte emessa nel paese dalla dittatura di Saddam nel 2003, delegando il suo vice a firmare il decreto.
Il governo iracheno ha difeso la sua decisione di ripristinare la pena capitale nonostante l’appello delle Nazioni Unite di riconsiderare l’esecuzione di tre condannati a morte.
Il vice presidente Adel Abdel Mehdi ha firmato il decreto che autorizza le esecuzioni di tre uomini per il sequestro di un agente di polizia e lo stupro di una donna.
Gli uomini, sospetti membri del gruppo Ansar al-Sunna collegato ad Al-Qaeda, erano stati condannati a maggio. La sentenza era stata successivamente approvata dal Consiglio Supremo di Giustizia, la più alta autorità giudiziaria del paese.
Le esecuzioni sono previste nella città di Kut, a 175 km. a sud-est di Bahdad, nei prossimi giorni. Non è noto come il governo intenda praticare le esecuzioni.
— FONTI
- (Fonti: Afp, 28/08/2005)
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