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EGITTO

il Presidente Abdel Fattah al-Sisi ha promulgato una nuova legge antiterrorismo che aumenta il potere delle

il Presidente Abdel Fattah al-Sisi ha promulgato una nuova legge antiterrorismo che aumenta il potere delle

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il Presidente Abdel Fattah al-Sisi ha promulgato una nuova legge antiterrorismo che aumenta il potere delle autorità di imporre pesanti condanne, tra cui la pena di morte, per reati in base a una definizione di terrorismo talmente estesa e vagamente formulata che potrebbe comprendere atti di disobbedienza civile e potenzialmente criminalizzare anche espressioni private di opposizione al Governo. Il Governo aveva accelerato il passaggio della legge dopo l'assassinio del procuratore generale Hisham Barakat avvenuto il 29 giugno 2015 al Cairo con un’autobomba. La nuova legge conferisce anche ai procuratori un maggiore potere di detenere i sospetti senza controllo giurisdizionale e ordinare una sorveglianza ad ampio raggio e potenzialmente indefinita di persone sospettate di terrorismo, senza un ordine del tribunale. La Legge 95 del 2015 contro il terrorismo considera un reato pubblicare o rilanciare notizie sul terrorismo che non coincidano con le dichiarazioni ufficiali del Ministero della Difesa e consente al giudice di vietare temporaneamente ai giornalisti di praticare la loro professione per averlo fatto. La legge considera inoltre chiunque sia stato giudicato di aver facilitato, incitato o espresso consenso a un crimine terroristico vagamente definito – sia in pubblico che in privato – passibile della stessa pena che avrebbero ricevuto se avesse commesso personalmente quel crimine, anche se non è mai avvenuto. La legge elimina qualsiasi limite di tempo per esercitare l’azione penale in casi di terrorismo.
La nuova legge mantiene in gran parte la definizione ultraestensiva di terrorismo nel codice penale egiziano. In base a tale definizione, un “atto terroristico” include qualsiasi “uso della forza o violenza o minaccia o terrorismo” che si propone, tra l'altro, di: turbare l'ordine generale o mettere a repentaglio la convivenza civile, gli interessi o la sicurezza della società; nuocere alle libertà o ai diritti individuali; arrecare danno all’unità nazionale, la pace, la sicurezza, l'ambiente, edifici o proprietà; impedire od ostacolare le autorità pubbliche, gli organi giudiziari, le strutture governative e altri di svolgere in tutto o in parte il loro lavoro e attività. Tale configurazione supera di gran lunga la definizione di terrorismo che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato all'unanimità nel 2004 e che il Relatore Speciale delle Nazioni Unite sulla lotta al terrorismo e diritti umani ha successivamente adottato. Secondo questa definizione, il terrorismo è un atto commesso con l'intenzione di uccidere, provocare gravi lesioni personali o prendere ostaggi, con l'obiettivo di intimidire o terrorizzare una popolazione o forzare un governo o un'organizzazione internazionale. La nuova legge antiterrorismo dell'Egitto viola anche un principio fondamentale delle norme internazionali sui diritti umani secondo il quale leggi devono essere redatte con precisione e comprensibili come salvaguardia contro l'uso arbitrario e in modo che la gente sappia quali azioni costituiscono un crimine. La nuova legge antiterrorismo riguarderà qualsiasi persona o gruppo individuati in base alla Legge sulle Entità Terroristiche, emanata nel febbraio 2015, che ha creato le norme di procedura per i tribunali nell’approvare le proposte dei pubblici ministeri di inserimento di singoli o gruppi nelle liste ufficiali del terrorismo. Gruppi egiziani per i diritti umani hanno fortemente criticato la Legge sulle Entità Terroristiche perché usa una terminologia vaga e misteriosa – come “ordine pubblico”, “mettere in pericolo l’unità nazionale” e la “pace sociale” – che apre il varco a possibili attacchi a voci di opposizione e della società civile. La legge antiterrorismo punisce una dozzina di atti con la pena di morte, che è resa obbligatoria per una persona condannata per il finanziamento di un gruppo o un atto terroristico. Altri crimini che possono comportare la pena di morte se provocano la morte (anche preterintenzionale) di qualcuno includono: fabbricazione di armi; danneggiamento di una rete di gas, acqua o elettrica; costringere una persona a unirsi o a rimanere in un gruppo terroristico. Secondo il diritto internazionale, anche i Paesi che mantengono la pena di morte devono limitare la sua applicazione ai reati più gravi.
FONTI
  • (Fonti: HRW, 19/08/2015)