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UZBEKISTAN

Il nuovo Codice Penale del 1995 riduce da 30 a 13 i...

Il nuovo Codice Penale del 1995 riduce da 30 a 13 i reati per i quali è prevista la pena di morte

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Il nuovo Codice Penale del 1995 riduce da 30 a 13 i reati per i quali è prevista la pena di morte. La pena di morte è stata abolita per le donne e per i minori di 18 anni. Il nuovo codice prevede anche che le condanne a morte possano essere commutate in condanne a 25 anni di detenzione (l'ergastolo non esiste). Nel nuovo codice sono reati capitali: omicidio premeditato aggravato, stupro, reati sessuali con perversioni, terrorismo, violazione delle leggi di guerra, tentativo di coinvolgere il paese in azioni di guerra, genocidio, alto tradimento, attentato al Presidente della Repubblica, spionaggio, criminalità organizzata, contrabbando di armi chimiche, batteriologiche o nucleari o altre armi di distruzione di massa, spaccio di droga. Il 29 agosto 1998, il Parlamento ha abolito la pena di morte dal nuovo codice per 5 reati: reati sessuali con perversioni, violazione delle leggi di guerra, attentato al Presidente della Repubblica, spionaggio, contrabbando di armi chimiche, batteriologiche o nucleari o altre armi di distruzione di massa. Non sono disponibili dati ufficiali sulla pena di morte. Molti casi infatti, soprattutto quelli che vengono ritenuti collegati alla sicurezza dello Stato, sono vincolati al "Official Secrets Act" e gestiti direttamente dai Servizi di Sicurezza, che ne rendono conto solo al Capo dello Stato. Condanne a morte ed esecuzioni in Uzbekistan hanno raggiunto un numero allarmante: almeno 56 condanne a morte e 20 esecuzioni di cui si ha notizia dall'inizio del 1999. Poiché le informazioni sulla pena di morte sono segreto di stato, il numero reale potrebbe essere molto più alto. La maggior parte delle condanne sono state comminate in seguito alle esplosioni dinamitarde del febbraio 1999 a Tashkent, che il governo uzbeko ha sostenuto essere attentati alla vita del presidente Islam Karimov. Il presidente Karimov sembra abbia detto ad un giornalista nell'aprile 1999: "Sono pronto a tagliare la testa di 200 persone, a sacrificare la loro vita, per salvare la pace e tranquillizzare la repubblica".
FONTI
  • (Fonte: Amnesty International Bulletin, 1/9/2000).