Il nuovo Codice Penale, adottato il 18 aprile 2003, sostituisce la pena di morte con l’ergastolo.
Il nuovo Codice Penale, adottato il 18 aprile 2003, sostituisce la pena di morte con l’ergastolo.
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Il nuovo Codice Penale, adottato il 18 aprile 2003, sostituisce la pena di morte con l’ergastolo. Ma, nell’approvarlo, l’Assemblea Nazionale armena aveva introdotto anche una Legge sulla Applicazione del Codice Penale che manteneva la pena capitale a chi avesse commesso omicidio premeditato in circostanze aggravanti, atti terroristici e stupro di donne minorenni prima dell’entrata in vigore del nuovo Codice, fissata per il 1° agosto 2003. Un espediente per mantenere la possibilità di condannare a morte i responsabili degli eventi del 27 ottobre 1999 quando, durante un assalto al Parlamento, alcuni terroristi avevano causato la morte del Primo Ministro, del Presidente dell’Assemblea e di altri sei parlamentari.
Il 22 aprile 2003, il Segretario Generale del Consiglio d’Europa aveva definito gli sviluppi su descritti come una “abolizione parziale” e aveva chiesto una abolizione completa.
Il 9 settembre 2003, il Parlamento armeno ha ratificato (con 92 voti a favore e uno contrario) il Sesto Protocollo alla Convenzione Europea per i Diritti Umani, il quale è entrato in vigore il 1° ottobre 2003. Questa ratifica equivale alla abolizione completa della pena di morte in Armenia, essendo i reati per cui il parlamento aveva eccezionalmente mantenuto la pena di morte riferibili al tempo di pace e quindi coperti dalle previsioni abolizioniste del Protocollo.
L’Armenia era stata sottoposta alla pressione del Consiglio d’Europa rispetto al quale si era impegnata all’abolizione nel gennaio 2001 e che aveva minacciato di escludere il paese se non avesse ratificato il trattato entro giugno 2003. L’ultima esecuzione risale al 1990.
Il 19 dicembre 2016, come negli anni precedenti, l’Armenia ha cosponsorizzato e votato in favore della risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Il 22 aprile 2003, il Segretario Generale del Consiglio d’Europa aveva definito gli sviluppi su descritti come una “abolizione parziale” e aveva chiesto una abolizione completa.
Il 9 settembre 2003, il Parlamento armeno ha ratificato (con 92 voti a favore e uno contrario) il Sesto Protocollo alla Convenzione Europea per i Diritti Umani, il quale è entrato in vigore il 1° ottobre 2003. Questa ratifica equivale alla abolizione completa della pena di morte in Armenia, essendo i reati per cui il parlamento aveva eccezionalmente mantenuto la pena di morte riferibili al tempo di pace e quindi coperti dalle previsioni abolizioniste del Protocollo.
L’Armenia era stata sottoposta alla pressione del Consiglio d’Europa rispetto al quale si era impegnata all’abolizione nel gennaio 2001 e che aveva minacciato di escludere il paese se non avesse ratificato il trattato entro giugno 2003. L’ultima esecuzione risale al 1990.
Il 19 dicembre 2016, come negli anni precedenti, l’Armenia ha cosponsorizzato e votato in favore della risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
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