Il giudice Leonard B
Il giudice Leonard B
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Il giudice Leonard B. Sand, in una corte affollata dell'Old Federal Courthouse di Manhattan, vicina alle macerie del World Trade Center protetta da straordinarie misure di sicurezza, ha pronunciato la condanna nei confronti di Khalfan Khamis Mohamed, Mohamed Rashed Al-'Owhali, Mohamed Sadeek Odeh e Wadih El-Hage.
I quattro sono responsabili degli attentati alle ambasciate americane di Nairobi, in Kenya, e di Dar es Salaam, in Tanzania, compiuti il 7 aprile, 1998, nei quali 231 persone morirono, tra cui 12 cittadini americani.
Mohamed and Al Owhali poteva essere condannato a morte ma la giuria, nell'impossibilit� di raggiungere una decisione unanime, si � pronunciata per una condanna all'ergastolo senza via di uscita.
"La decisione della giuria di condannare i seguaci di Osama bin Laden all'ergastolo anzich� alla pena di morte non solo ha dimostrato che la giuria non voleva farne dei martiri, ma � anche il segnale di un cambiamento della politica americana sull'uso della pena di morte," ha dichiarato Sergio d'Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino.
"Recentemente il Washington Post ha riferito che proprio quest'anno, per la prima volta dalla reintroduzione della pena di morte nel 1976, le esecuzioni sono diminuite al punto che il 2001 potrebbe essere per gli Stati Uniti l'anno in cui vi sono state il minor numero di esecuzioni dal 1976. E' un calo che riflette un minor sostegno dell'opinione pubblica nei confronti della pena di morte, sostegno che � infatti sceso di venti punti percentuali negli ultimi anni toccando il tetto pi� basso degli ultimi vent'anni.
"Quest'anno, 23 dei 38 Stati che applicano la pena di morte, hanno attuato delle riforme sollecitate in gran parte dai numerosi casi di condannati a morte poi rivelatisi innocenti. 13 sono gli Stati dove � stata proposta una moratoria delle esecuzioni capitali.
"La sentenza di ieri sembra invece far vacillare proprio la pena di morte come strumento di repressione di un crimine terribile come il terrorismo. Non � pi�, o soltanto, la questione degli innocenti condannati a morte a mandare in crisi il sistema capitale in Usa, � la pena capitale in quanto tale che � messa in discussione. Perch� sia compresa e ripagata la profondit� e la gravit� del male che hanno compiuto, a Bin Laden e ai suoi seguaci serve infatti tutta una vita, e non la loro morte.
I quattro sono responsabili degli attentati alle ambasciate americane di Nairobi, in Kenya, e di Dar es Salaam, in Tanzania, compiuti il 7 aprile, 1998, nei quali 231 persone morirono, tra cui 12 cittadini americani.
Mohamed and Al Owhali poteva essere condannato a morte ma la giuria, nell'impossibilit� di raggiungere una decisione unanime, si � pronunciata per una condanna all'ergastolo senza via di uscita.
"La decisione della giuria di condannare i seguaci di Osama bin Laden all'ergastolo anzich� alla pena di morte non solo ha dimostrato che la giuria non voleva farne dei martiri, ma � anche il segnale di un cambiamento della politica americana sull'uso della pena di morte," ha dichiarato Sergio d'Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino.
"Recentemente il Washington Post ha riferito che proprio quest'anno, per la prima volta dalla reintroduzione della pena di morte nel 1976, le esecuzioni sono diminuite al punto che il 2001 potrebbe essere per gli Stati Uniti l'anno in cui vi sono state il minor numero di esecuzioni dal 1976. E' un calo che riflette un minor sostegno dell'opinione pubblica nei confronti della pena di morte, sostegno che � infatti sceso di venti punti percentuali negli ultimi anni toccando il tetto pi� basso degli ultimi vent'anni.
"Quest'anno, 23 dei 38 Stati che applicano la pena di morte, hanno attuato delle riforme sollecitate in gran parte dai numerosi casi di condannati a morte poi rivelatisi innocenti. 13 sono gli Stati dove � stata proposta una moratoria delle esecuzioni capitali.
"La sentenza di ieri sembra invece far vacillare proprio la pena di morte come strumento di repressione di un crimine terribile come il terrorismo. Non � pi�, o soltanto, la questione degli innocenti condannati a morte a mandare in crisi il sistema capitale in Usa, � la pena capitale in quanto tale che � messa in discussione. Perch� sia compresa e ripagata la profondit� e la gravit� del male che hanno compiuto, a Bin Laden e ai suoi seguaci serve infatti tutta una vita, e non la loro morte.
— FONTI
- (Fonti: Hands Off Cain, New York Times, EFE, 19/10/2001)
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