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Il dissidente iraniano Hashem Aghajari è stato rilasciato su cauzione dopo aver trascorso 2 anni in carcere e aver rischiato la pen di morte
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Il dissidente iraniano Hashem Aghajari è stato rilasciato su cauzione dopo aver trascorso 2 anni in carcere e aver rischiato la pen di morte.
"Spero che in Iran un giorno nessuno sarà messo in carcere e condannato a morte per le sue idee", ha detto ai giornalisti Hashem Aghajari. Dopo la notizia del rilascio, i reporters si erano radunati davanti all'abitazione del docente universitario, nella parte nord di Teheran.
Al termine del terzo processo ad Aghajari, lo scorso 20 luglio il professore dissidente è stato condannato a cinque anni di carcere da un tribunale della capitale, per "offese nei riguardi di santità religiose".
Tuttavia ad Aghajari resta da scontare circa un anno di detenzione, dal momento che due anni sono stati sospesi e che i quasi due che il docente ha già trascorso in carcere sono stati tenuti in conto.
Resterà quindi libero su cauzione finché la Corte Suprema non avrà stabilito l'ammontare esatto della pena che deve finire di scontare in carcere.
La condanna a cinque anni è giunta dopo che il Pubblico ministero ha lasciato cadere l'accusa di offese al Profeta e di negazione di principi religiosi, imputazioni punibili con la morte.
"Spero che in Iran un giorno nessuno sarà messo in carcere e condannato a morte per le sue idee", ha detto ai giornalisti Hashem Aghajari. Dopo la notizia del rilascio, i reporters si erano radunati davanti all'abitazione del docente universitario, nella parte nord di Teheran.
Al termine del terzo processo ad Aghajari, lo scorso 20 luglio il professore dissidente è stato condannato a cinque anni di carcere da un tribunale della capitale, per "offese nei riguardi di santità religiose".
Tuttavia ad Aghajari resta da scontare circa un anno di detenzione, dal momento che due anni sono stati sospesi e che i quasi due che il docente ha già trascorso in carcere sono stati tenuti in conto.
Resterà quindi libero su cauzione finché la Corte Suprema non avrà stabilito l'ammontare esatto della pena che deve finire di scontare in carcere.
La condanna a cinque anni è giunta dopo che il Pubblico ministero ha lasciato cadere l'accusa di offese al Profeta e di negazione di principi religiosi, imputazioni punibili con la morte.
— FONTI
- (Fonti: Reuters News, 31/07/2004)
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