Nessuno tocchi Caino
VIETNAM

Il codice penale vietnamita, che considera la pena capitale

Il codice penale vietnamita, che considera la pena capitale

4 MIN DI LETTURA
Il codice penale vietnamita, che considera la pena capitale “una sanzione speciale applicabile a crimini estremamente gravi”, è stato modificato nel 1999 con la riduzione dei reati capitali da 44 a 29, tra cui una serie di reati economici oltre a omicidio, tradimento, traffico di droga, violenza sessuale nei confronti di minori e i casi più gravi di rapina a mano armata.
Le leggi prevedono la pena di morte per chi si sia indebitamente appropriato di beni dello stato di un valore pari o superiore a 500 milioni di dong (circa 24.000 euro).
Una legge del 1997 considera un reato capitale il possesso o lo spaccio di almeno 100 grammi di eroina o di almeno 5 chilogrammi di oppio. Nel luglio 2001, la Corte Suprema del Popolo ha emanato una direttiva che raccomanda per il traffico di droga pene diverse a seconda della quantità di stupefacente: 20 anni di reclusione da 100 a 300 grammi di eroina, carcere a vita da 300 a 600 grammi e pena di morte per quantità superiori a 600 grammi. La direttiva non sempre viene rispettata dai tribunali.
Per evitare le critiche delle organizzazioni umanitarie e dei governi occidentali, nel 2003 il Vietnam ha posto il segreto di stato sulla pena di morte. Il 5 gennaio 2004, il governo vietnamita ha stabilito anche essere un reato diffondere informazioni sulla pena di morte.
Il 10 febbraio 2006, il Vietnam ha reso noto che sta valutando l’ipotesi di eliminare la pena di morte per nove diversi tipi di reato, compresi contrabbando, frode, contraffazione e corruzione, secondo quanto riportato dal giornale statale Ho Chi Minh City Law. In base alla proposta che il Ministro della Sicurezza Pubblica ha presentato alla Commissione Centrale per la Riforma Giudiziaria, i reati capitali passerebbero quindi dagli attuali 29 a 20. Il Ministro ha proposto inoltre di introdurre l’iniezione letale come metodo di esecuzione più umano, considerato che attualmente i prigionieri del braccio della morte vengono fucilati da un plotone di tiratori. Per diventare legge, la proposta deve essere approvata dall’Assemblea Nazionale vietnamita.
In base alla legge vietnamita, una volta respinta la domanda di grazia, lo stato è tenuto a eseguire la sentenza il più presto possibile. Ma i condannati a morte in Vietnam generalmente attendono in carcere almeno un anno prima di essere giustiziati.
Il 1° luglio 2011 è entrata in vigore la Legge sulla Esecuzione delle Condanne Penali che introduce l’iniezione letale come metodo d’esecuzione al posto del plotone. Inoltre, i corpi dei giustiziati saranno restituiti alle rispettive famiglie contrariamente al passato in cui una decisione del ministero degli interni del 1974 vietava la consegna dei corpi dei giustiziati ai familiari.
La Legge sulla Esecuzione delle Condanne Penali è stata approvata dalla 12a Assemblea Nazionale vietnamita ed il Ministero della Pubblica Sicurezza ha organizzato corsi di addestramento per la sua applicazione.
La nuova legge prevede anche specifici regolamenti relativi a premi e punizioni per i detenuti che mantengono una buona condotta o violano le disposizioni carcerarie.   Nelle zone rurali del Vietnam, le persone vengono a volte processate da tribunali “ambulanti” in caso di prove schiaccianti che indichino la loro colpevolezza. I processi sono presieduti da funzionari giudiziari locali e spesso si svolgono all’aperto. In questi procedimenti gli imputati non godono di garanzie adeguate.
Gli imputati raramente possono scegliersi un avvocato, il quale peraltro ha un minimo accesso al suo cliente. Secondo un esperto citato dal Dipartimento di Stato americano più del 95% delle persone portate in tribunale sono riconosciute colpevoli.
Il Vietnam continua a condurre una durissima campagna contro le chiese cristiane "illegali" che la propaganda del regime bolla come “contaminate dai protestanti americani e quindi contrarie agli interessi del paese”. Particolarmente grave la repressione nei confronti dei Montagnard, conosciuti anche come Degar, la minoranza etnica di religione cristiana che abita gli Altipiani Centrali. La Montagnard Foundation, un gruppo a tutela dei diritti umani del popolo Degar che ha base in South Carolina, ha riportato esecuzioni sommarie di membri della comunità Degar avvenute nel corso del 2004.
Secondo un rapporto pubblicato il 12 settembre 2005 da Forum Asia Democracy, un cartello indipendente di organizzazioni non governative fondato nel luglio 2001 per promuovere la libertà, la democrazia e lo Stato di diritto in Asia, le esecuzioni in Vietnam sono più di 100 all’anno, la maggior parte per reati di droga.
Secondo Amnesty International sono almeno 25 le esecuzioni nel 2007, 19 nel 2008 e almeno 9 nel 2009.
Il 18 dicembre 2008 e il 21 dicembre 2010 il Vietnam si è astenuto sulla risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.