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Il Codice Penale iracheno prevede la pena di morte...

Il Codice Penale iracheno prevede la pena di morte per: chi tenta di uccidere il Presidente (art

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Il Codice Penale iracheno prevede la pena di morte per: chi tenta di uccidere il Presidente (art. 223); chi svolge attività politica al di fuori del Partito Baath (come pure chi diventa membro del Partito senza averlo preventivamente informato o chi lascia il Partito per aderire a un altro partito, art. 200); chi compie azioni rivolte a sovvertire il regime al potere (art. 156) o di complotto contro lo stato (art. 175); chi cerca asilo all'estero, chi si oppone al regime e divulga segreti di stato (incluso il riferire la situazione relativa ai diritti umani). Il 31 marzo 1980 Saddam Hussein ha firmato il decreto n. 461 che condanna alla pena capitale tutti i membri del Partito Islamico al-Dawa, senza distinzione di età (minori di 18 anni o anziani). Oltre all'omicidio e a reati connessi al traffico di droga, decreti stabiliti dal CCR puniscono con la pena di morte anche il furto d'auto (decreto 13/92), il conio di denaro (decreto 9/93), la falsificazione di documenti relativi al servizio militare. Il decreto 95 prevede la pena di morte per "chiunque esporti illegalmente un'automobile fuori dal territorio iracheno o fornisca segretamente un'automobile a un nemico". All'inizio di giugno del 1994, il Governo dell'Iraq ha pubblicato una lista di decreti che stabiliscono aspre punizioni come l'amputazione, la marchiatura e la pena di morte per 18 diversi crimini, tra i quali il furto (decreto 59), la corruzione, la speculazione monetaria, l'appropriazione indebita, la falsificazione di documenti, in particolare per le persone appartenenti al servizio civile o militare (decreti 91, 114), la vendita di prodotti proibiti, il traffico di oggetti antichi, la prostituzione (decreto 1418), la diserzione per 3 volte. Per gli ultimi reati citati l'accusato ' processato da tribunali speciali che fanno capo al Ministero della Difesa e degli Affari Interni. EÈ da sottolineare che attività relative al traffico di oggetti antichi e alla prostituzione sono tenute dai figli di Saddam Hussein. Il Partito Comunista iracheno afferma che la campagna di "pulizia delle prigioni", messa in atto dal regime dittatoriale in Iraq fin dal 1997, ha portato alla morte di circa 3000 cittadini.