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MALESIA

Il Codice Penale impone la pena di morte per omicidio,...

Il Codice Penale impone la pena di morte per omicidio, atti di tradimento e anche in caso di possesso illegale di armi da fuoco

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Il Codice Penale impone la pena di morte per omicidio, atti di tradimento e anche in caso di possesso illegale di armi da fuoco.
La Legge sulle Droghe Pericolose del 1952 prevede obbligatoriamente la pena di morte in caso di possesso e spaccio. Tra il 1983 e il 2002, 210 persone, tra cui 42 stranieri, sono state giustiziate per reati legati al traffico di droga.
La Legge sul Sequestro di Persona del 1961 prevede che "il responsabile di sequestri di persona deve essere condannato a morte o all'ergastolo e, se condannato a morte, è anche passibile di fustigazione".
Nel gennaio 2003 è stata introdotta la pena di morte obbligatoria per stupro che causi la morte delle vittime e per incesto.
Le Alti Corti della Malesia giudicano solo casi capitali. Dopo la condanna a morte emessa dall'Alta Corte, un ricorso viene esaminato dalla Corte d'Appello e, in caso venga respinto, dalla Corte Federale. Se viene ancora respinto, un condannato può infine rivolgersi alla Commissione Statale per la Grazia. Solo il Re ha il potere di commutare le condanne a morte.
Dopo la sentenza dell'Alta Corte, normalmente passano due anni prima dell'esecuzione. Comunque, alcuni casi possono durare anche dieci anni per la serie di ricorsi presentati dai condannati.
All'11 novembre 2003, vi erano 121 detenuti nei bracci della morte del paese, tra cui 4 donne nella prigione di Kajang. Settantasette di loro, compre tre donne, sono stati condannati in base alla Legge sulle Droghe Pericolose. Per quanto riguarda gli altri casi, 36, tra cui una donna, sono stati condannati per omicidio, 4 in base alla legge sulle armi e 4 in base alla Sezione 121 del Codice Penale.
Nel 2001 vi sono state 5 esecuzioni, tra cui quella di una donna. Nel 2002, sono state 4.