Il caso dell'intellettuale dissidente iraniano Hashem...
Il caso dell'intellettuale dissidente iraniano Hashem Aghajari, condannato a morte per blasfemia dopo aver messo in dubbio il potere del clero, verrà riesaminato dopo le elezioni parlamentari di febbraio, ha detto un funzionario del tribunale
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Il caso dell'intellettuale dissidente iraniano Hashem Aghajari, condannato a morte per blasfemia dopo aver messo in dubbio il potere del clero, verrà riesaminato dopo le elezioni parlamentari di febbraio, ha detto un funzionario del tribunale. "Per mantenere la calma prima delle elezioni, l'esame del caso di Hashem Aghajari verrà affrontato dopo le votazioni e nell'anno nuovo iraniano", che ha inizio il 21 marzo, si legge sul quotidiano iraniano Zekrollah Ahmadi. Nell'estate del 2002, il veterano di guerra e professore di storia aveva pronunciato un discorso esplosivo ad Hamedan diretto al cuore del regime islamico iraniano. Aghajari aveva chiesto un "rinnovamento religioso" dell'Islam sciita, sostenendo un maggiore cambiamento strutturale nella religione di stato iraniana e affermando che i musulmani non sono "scimmie" e non dovrebbero "seguire ciecamente" i leader religiosi. Nel novembre 2002, un giudice della città occidentale di Hamedan aveva stabilito che Aghajari ha commesso blasfemia e, in linea con quanto prevede la legge islamica e iraniana, lo aveva condannato a morte. Ma in seguito a una settimana di proteste messe in atto da studenti e critiche mosse da funzionari del governo riformista, Khmalenei ha chiesto che la sentenza venga rivista. Nel gennaio 2003, la corte suprema ha annullato il verdetto e ha ordinato un nuovo processo. "E' da un anno che la corte dovrebbe decidere", ha detto un religioso, Nasser Ghavami, membro del parlamento e presidente della commissione parlamentare di giustizia a impronta riformista. "Aghajari era stato condannato a morte e ora quale verdetto potrebbe essere così severo da causare problemi durante le elezioni?" ha chiesto.
— FONTI
- (Fonti: Agence France Presse, 20/01/2004)
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