Il 5 luglio 2012, con il deposito dello strumento di adesione...
Il 5 luglio 2012, con il deposito dello strumento di adesione, il Benin è divenuto parte del Secondo Protocollo Opzionale al Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici, relativo all’abolizione della pena di morte.
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Il 5 luglio 2012, con il deposito dello strumento di adesione, il Benin è divenuto parte del Secondo Protocollo Opzionale al Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici, relativo all’abolizione della pena di morte.
Anche se la pena di morte rimane parte della legislazione interna fino a quando il Parlamento non rimuoverà le disposizioni di legge in materia, la ratifica senza riserve del Secondo Protocollo, in vigore a tutti gli effetti dal 5 ottobre 2012, fa del Benin un Paese totalmente abolizionista.
Infatti, in base all’articolo 1, commi 1 e 2, del Secondo Protocollo, “Nessuno all’interno della giurisdizione di uno Stato parte del presente Protocollo sarà giustiziato” e “Ogni Stato parte adotta tutte le misure necessarie per abolire la pena di morte nella sua giurisdizione”.
Il 18 dicembre 2008 il Benin ha cosponsorizzato e votato in favore della risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il 21 dicembre 2010 ha cosponsorizzato la risoluzione ma era assente al momento del voto.
Anche se la pena di morte rimane parte della legislazione interna fino a quando il Parlamento non rimuoverà le disposizioni di legge in materia, la ratifica senza riserve del Secondo Protocollo, in vigore a tutti gli effetti dal 5 ottobre 2012, fa del Benin un Paese totalmente abolizionista.
Infatti, in base all’articolo 1, commi 1 e 2, del Secondo Protocollo, “Nessuno all’interno della giurisdizione di uno Stato parte del presente Protocollo sarà giustiziato” e “Ogni Stato parte adotta tutte le misure necessarie per abolire la pena di morte nella sua giurisdizione”.
Il 18 dicembre 2008 il Benin ha cosponsorizzato e votato in favore della risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il 21 dicembre 2010 ha cosponsorizzato la risoluzione ma era assente al momento del voto.
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