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Il 30 settembre, la Corte d'Appello di Roma ha accolto...

Il 30 settembre, la Corte d'Appello di Roma ha accolto la domanda di estradizione avanzata dalle autorità della Repubblica Popolare Cinese nei confronti di Song Zhicai, un cittadino cinese arrestato in Italia il 6 novembre 1998 su mandato di cattura

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Il 30 settembre, la Corte d'Appello di Roma ha accolto la domanda di estradizione avanzata dalle autorità della Repubblica Popolare Cinese nei confronti di Song Zhicai, un cittadino cinese arrestato in Italia il 6 novembre 1998 su mandato di cattura internazionale emesso un mese prima dall'autorità giudiziaria cinese di Harbin. In un primo momento, a Song Zhicai, che in Cina era il presidente di una finanziaria denominata "Harbin Dadi Industrial Group", è stato contestato il reato di truffa, in base all'art. 192 della Nuova Legge Criminale Cinese, che prevede la pena massima dell'ergastolo o addirittura la pena di morte nel caso di somme particolarmente ingenti. Successivamente, visto che in Italia c'è il divieto di estradizione in casi che prevedono la pena di morte, le autorità cinesi hanno assicurato che Zhicai sarebbe stato processato in base all'art. 152 della Old Criminal Law del 1979 che prevede al massimo l'ergastolo. Contro la sentenza della Corte d'Appello che ha accolto la domanda di estradizione, la difesa di Zhicai ha proposto appello in Cassazione, la quale non ha ancora deciso. In caso di convalida dell'estradizione da parte della Corte di Cassazione, l'ultima parola spetterà al Ministro della Giustizia che la potrà rifiutare in base a considerazioni di carattere politico (vedi: "Italia").