Il 30 gennaio 2000, il Parlamento del Bangladesh ha...
Il 30 gennaio 2000, il Parlamento del Bangladesh ha approvato la Legge per la Prevenzione della Repressione di Donne e Bambini del 2000 proposta dal Governo di Sheikh Hasina
Il 30 gennaio 2000, il Parlamento del Bangladesh ha approvato la Legge per la Prevenzione della Repressione di Donne e Bambini del 2000 proposta dal Governo di Sheikh Hasina. La legge prevede punizioni molto severe, dalla reclusione alla pena capitale per crimini specifici contro donne e bambini, quali l'aggressione con agenti chimici infiammabili, traffico e rapimento, richiesta di riscatto dopo il rapimento, violenze sessuali e conseguenti decessi, molestie sessuali, omicidio per la dote e amputazione di arti per chiedere l'elemosina. Tutti questi crimini sono per legge soggetti alla giurisdizione del tribunale e non passibili di cauzione, con poche eccezioni, e saranno giudicati dagli appositi Tribunali per la Prevenzione della Repressione di Donne e Bambini. I partiti dell'opposizione, guidati dal leader del Partito Nazionalista (BNP) ed ex Primo Ministro, Begum Khaleda Zia, hanno accusato la Lega Awami al potere, di malgoverno e repressione, e hanno organizzato una manifestazione di massa a Dhaka il 3 febbraio 2000 per raccogliere consensi contro il decreto. Il Primo Ministro Sheikh Hasina ha detto che la pena di morte per delitti quali omicidio, rapimento e traffico di donne e bambini, introdotta anni fa, non ha mai rappresentato un efficace deterrente, a causa di quelle che definisce lacune nella sua applicazione. Il Bangladesh non ha trattati di estradizione con nessun paese a parte la Thailandia.
