Il 28 maggio 2013, Papua Nuova Guinea ha abrogato la controversa legge sulla stregoneria
Il 28 maggio 2013, Papua Nuova Guinea ha abrogato la controversa legge sulla stregoneria
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Il 28 maggio 2013, il Parlamento ha esteso l’applicazione della pena di morte a reati come lo stupro aggravato, omicidi legati alla stregoneria e rapina con violenza. Prima di questo emendamento al Codice Penale, erano considerati reati capitali soltanto omicidio, tradimento e pirateria. Anche la Legge sulle Forze Armate prevede la pena di morte. Comunque, la pena di morte non è mai stata applicata per questi reati e nessuna esecuzione è stata mai effettuata per omicidio dal 1954.
Il numero esatto delle esecuzioni avvenute prima del 1954 non è disponibile, anche se si sa che almeno 67 persone sono state giustiziate tramite impiccagione sotto le amministrazioni australiana, britannica e tedesca che si sono succedute tra la prima e la seconda guerra mondiale. Secondo alcuni analisti, parte del motivo per cui il Paese non ha compiuto esecuzioni è la cultura tribale retributiva. I boia o anche i legislatori che hanno consentito l’esecuzione, potrebbero essere soggetti a una ritorsione violenta da parte dei membri del clan del prigioniero giustiziato.
Nel maggio 2013, il Parlamento di Papua Nuova Guinea ha modificato l’articolo 597 del Codice Penale, consentendo una serie di metodi di esecuzione, tra cui impiccagione, iniezione letale, “morte medica da asfissia”, plotone di esecuzione e sedia elettrica. I membri della Commissione per la Riforma della Legge Costituzionale si erano recati in diversi Paesi, tra cui Stati Uniti, Thailandia, Singapore, Malesia e Indonesia, per cercare di capire quale di queste opzioni fosse la migliore.
Il 7 marzo 2014, la Commissione per la Riforma della Legge Costituzionale aveva raccomandato che l’iniezione letale fosse il metodo di esecuzione dei condannati a morte e, il 9 aprile, il Governo aveva dato il via libera all’applicazione tramite iniezione letale. L’11 ottobre 2014, però, il Governo di Papua ha escluso l’iniezione letale come metodo per applicare la pena di morte. Il Segretario del Dipartimento della Giustizia, Lawrence Kalinoe, ha detto in un incontro nelle Southern Highlands che l’iniezione letale è stata abbandonata a causa delle restrizioni poste dal produttore all’approvvigionamento dei farmaci necessari. Kalinoe ha aggiunto che una relazione completa è stata presentata al Governo affinché possa scegliere tra le opzioni rimanenti: impiccagione, elettrocuzione, privazione dell’ossigeno o fucilazione.
Nell’aprile 2014, a Papua c’erano 13 detenuti nel braccio della morte, 5 dei quali condannati per omicidio volontario e gli altri 8 per “reati di pirateria”.
Il 18 dicembre 2014, Papua Nuova Guinea ha votato contro la Risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Nel dicembre 2012, invece, si era astenuta.
Il numero esatto delle esecuzioni avvenute prima del 1954 non è disponibile, anche se si sa che almeno 67 persone sono state giustiziate tramite impiccagione sotto le amministrazioni australiana, britannica e tedesca che si sono succedute tra la prima e la seconda guerra mondiale. Secondo alcuni analisti, parte del motivo per cui il Paese non ha compiuto esecuzioni è la cultura tribale retributiva. I boia o anche i legislatori che hanno consentito l’esecuzione, potrebbero essere soggetti a una ritorsione violenta da parte dei membri del clan del prigioniero giustiziato.
Nel maggio 2013, il Parlamento di Papua Nuova Guinea ha modificato l’articolo 597 del Codice Penale, consentendo una serie di metodi di esecuzione, tra cui impiccagione, iniezione letale, “morte medica da asfissia”, plotone di esecuzione e sedia elettrica. I membri della Commissione per la Riforma della Legge Costituzionale si erano recati in diversi Paesi, tra cui Stati Uniti, Thailandia, Singapore, Malesia e Indonesia, per cercare di capire quale di queste opzioni fosse la migliore.
Il 7 marzo 2014, la Commissione per la Riforma della Legge Costituzionale aveva raccomandato che l’iniezione letale fosse il metodo di esecuzione dei condannati a morte e, il 9 aprile, il Governo aveva dato il via libera all’applicazione tramite iniezione letale. L’11 ottobre 2014, però, il Governo di Papua ha escluso l’iniezione letale come metodo per applicare la pena di morte. Il Segretario del Dipartimento della Giustizia, Lawrence Kalinoe, ha detto in un incontro nelle Southern Highlands che l’iniezione letale è stata abbandonata a causa delle restrizioni poste dal produttore all’approvvigionamento dei farmaci necessari. Kalinoe ha aggiunto che una relazione completa è stata presentata al Governo affinché possa scegliere tra le opzioni rimanenti: impiccagione, elettrocuzione, privazione dell’ossigeno o fucilazione.
Nell’aprile 2014, a Papua c’erano 13 detenuti nel braccio della morte, 5 dei quali condannati per omicidio volontario e gli altri 8 per “reati di pirateria”.
Il 18 dicembre 2014, Papua Nuova Guinea ha votato contro la Risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Nel dicembre 2012, invece, si era astenuta.
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