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LIBANO·PENA DI MORTE·25 LUGLIO 1999·1 MIN DI LETTURA

Il 25 luglio, nel villaggio di Bhenin 300 persone hanno...

Il 25 luglio, nel villaggio di Bhenin 300 persone hanno effettuato un sit-in di protesta

Il 25 luglio, nel villaggio di Bhenin 300 persone hanno effettuato un sit-in di protesta. Chiedevano che il palestinese Imad Ali Daoud, 24 anni, stupratore di una bambina di 5 anni, Maymouna Mahmoud Alameddine, venisse condannato a morte. Il sit-in si è tenuto davanti alla casa del padre della vittima. Nayla Mouawad, deputato della regione di Zghorta e capo del Comitato Parlamentare per i Diritti dei Bambini, ha fatto un appello ai mass media perché sensibilizzassero la popolazione sulla frequenza degli stupri. "Tutti, politici, media, associazioni locali, dovrebbero mobilitarsi per combattere questo crimine e punire i violentatori, per placare la rabbia che sta crescendo tra i parenti delle vittime". Parlando a nome degli abitanti di Bhenin, Sheykh Raslan Malas si è domandato chi fosse responsabile per tale atto selvaggio: "Sono i parenti del violentatore, la società, oppure il governo? Voglio dire che la responsabilità ricade su ogni singolo membro della nostra società. L'unica soluzione è aver più fede nella nostra religione, e combattere la corruzione dei mass media. Chiediamo al Presidente Emile Lahoud e al Primo Ministro Salim Hoss di ordinare l'esecuzione di questo colpevole mostro". Nel frattempo il procuratore della regione, Wael Hassan, ha avviato il procedimento penale. La pena minima prevista dal codice è 5 anni di lavori forzati.