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CUBA

Il 23 marzo, il cittadino salvadoregno Raúl Ernesto...

Il 23 marzo, il cittadino salvadoregno Raúl Ernesto Cruz León, reo confesso al processo iniziato i primi di marzo dinanzi al Tribunale provinciale de La Avana, è stato giudicato colpevole di reati di terrorismo e condannato a morte per una serie di

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Il 23 marzo, il cittadino salvadoregno Raúl Ernesto Cruz León, reo confesso al processo iniziato i primi di marzo dinanzi al Tribunale provinciale de La Avana, è stato giudicato colpevole di reati di terrorismo e condannato a morte per una serie di attentati, avvenuti nel 1997, in alcuni hotel e in un ristorante in cui ha perso la vita un turista italiano, Fabio Di Celmo, e 11 persone sono rimaste ferite. Il 22 febbraio la pubblica accusa aveva chiesto la condanna a morte, sostenendo che Cruz era stato reclutato e finanziato da agenti che lavoravano per un potente gruppo di esuli cubani, la Fondazione Nazionale Cubano-Americana (CANF), che ha sede negli Stati Uniti e che si oppone con forza al Governo di Fidel Castro. La CANF, che ha un considerevole peso politico negli Stati Uniti, aveva più volte negato di sostenere atti di violenza contro Cuba. "Voglio rendere pubblico il mio assoluto pentimento e la repulsione che provo verso questi atti", sono le parole soffocate che Cruz, vestito con l'uniforme grigio-azzurro della prigione, ha pronunciato rivolgendosi alla corte dopo che gli erano state contestate le accuse.Dopo la condanna, l'Arcivescovo di San Salvador, Fernando Sáenz Lacalle, ha immediatamente inviato una lettera al presidente cubano Fidel Castro chiedendogli di salvare la vita dell'uomo. L'appello è stato automaticamente presentato al Tribunale Supremo, e vi dovrà poi essere la ratifica del Consiglio di Stato, che ha l'ultima parola in merito.