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KENYA

Il 18 settembre, il giudice Daniel Aganyanya dell'Alta...

Il 18 settembre, il giudice Daniel Aganyanya dell'Alta Corte ha emesso la sua sentenza nei confronti di Simon Ole Makallah, 49 anni, direttore della popolare riserva di caccia di Masai Mara all'epoca del delitto

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Il 18 settembre, il giudice Daniel Aganyanya dell'Alta Corte ha emesso la sua sentenza nei confronti di Simon Ole Makallah, 49 anni, direttore della popolare riserva di caccia di Masai Mara all'epoca del delitto. Lo ha ritenuto non colpevole dell'omicidio della turista britannica Julie Ward, di 28 anni, avvenuto nel 1998. Una settimana dopo l'ultima volta che Julie Ward era stata vista viva, la sua gamba sinistra, tagliata all'altezza del ginocchio e parzialmente bruciata, venne trovata tra alcuni arbusti della riserva di caccia di Masai Mara. Pochi passi più in là, accanto ad un falò ormai spento, c'erano due pezzi della mascella con i denti intatti e una ciocca dei suoi capelli biondi. Il processo, durato 43 giorni, iniziò il 1° di marzo e vide la testimonianza di 40 persone. Simon Ole Makallah si dichiarò non colpevole; in caso di condanna, rischiava la pena di morte. La decisione, anche se prevista, è stata un duro colpo per il padre della vittima, John Ward, che ha dedicato più di dieci anni alla scoperta della verità sulle ultime ore di sua figlia. Makallah è rimasto seduto impassibile mentre il giudice Aganyanya leggeva la sentenza. Ma ha fatto un grande sorriso quando il giudice ha detto: "concludo che l'imputato non è colpevole delle accuse mosse contro di lui". Il signor Ward, che era in aula per ascoltare il verdetto, ha alzato le spalle. Il verdetto è stato accolto con gioia da molti amici di Makallah della tribù Masai.