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UGANDA

Il 16 aprile, George Kanyeihamba, giudice della Corte...

Il 16 aprile, George Kanyeihamba, giudice della Corte Suprema ed ex Ministro della Giustizia, durante il Seminario Giudiziario sui Rifugiati e l'Asilo Politico tenutosi all'Università di Makerere ha criticato l'articolo 123

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Il 16 aprile, George Kanyeihamba, giudice della Corte Suprema ed ex Ministro della Giustizia, durante il Seminario Giudiziario sui Rifugiati e l'Asilo Politico tenutosi all'Università di Makerere ha criticato l'articolo 123.1 del nuovo codice penale entrato in vigore nel 1994 che dice: "Chiunque abbia, illegalmente, rapporti sessuali con ragazze minori di 18 anni è passibile di pena di morte". Kanyeihamba ha detto che secondo la Corte Suprema la pena di morte potrebbe venir applicata solo a chi avesse rapporti con ragazze minori di 13 anni. Kanyeihamba ha fatto questa dichiarazione in risposta alle osservazioni della signora Sharryn Aiken, del Centro Studi sui Rifugiati della York University (Canada), che rilevava che l'eccessiva severità delle pene poteva essere argomento, secondo le leggi canadesi, per rifiutare eventuali richieste di estradizione da parte dell'Uganda. Masalu Musene, Segretario della Corte Suprema, e Justice Ogola, giudice dell'Alta Corte hanno chiesto se il Canada concederebbe asilo ai colpevoli di tradimento o di abuso di minorenne per il solo fatto che la pena è eccessivamente severa. Il Dr. Hugo Storey, membro della IARLJ (International Association of Refugee Law Judges) ha risposto che a livello internazionale la pena di morte è considerata inumana e degradante. Kanyeihamba ha replicato che nessun organismo internazionale ha definito "eccessiva" la pena di morte.