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UZBEKISTAN

Il 1 gennaio 2008 è entrata in vigore l’abolizione della pena di morte in Uzbekistan

Il 1 gennaio 2008 è entrata in vigore l’abolizione della pena di morte in Uzbekistan

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Il 1 gennaio 2008 è entrata  in vigore l’abolizione della pena di morte in Uzbekistan. L’entrata in vigore, prevista dal decreto presidenziale del 1° agosto 2005, è stata confermata dalla Corte Suprema. Nel decretare l’abolizione, il presidente uzbeko Islam Karimov aveva deciso di rinviare l'entrata in vigore del provvedimento di tre anni; il 28 gennaio, infatti, il presidente aveva dichiarato di fronte alle due Camere parlamentari riunite in seduta comune: “Non stiamo parlando dell’introduzione di una moratoria come avviene in alcuni paesi dove i condannati devono aspettare per anni l’esecuzione della sentenza, ma della completa abolizione” e che il paese ha “bisogno di almeno 2-3 anni” per arrivare all’abolizione completa della pena di morte, perchè si rendevano necessari cambiamenti nell’opinione pubblica che è in maggioranza favorevole”.
Il 29 giugno 2007, il Senato dell’Uzbekistan ha eliminato la pena di morte dalla Costituzione del paese. Negli emendamenti approvati, la pena capitale viene sostituita con il carcere a vita.
Il 29 aprile 2008, la Corte Suprema dell’Uzbekistan ha iniziato il processo di revisione delle condanne a morte.
Tamara Chikunova, responsabile delle Madri Contro la Pena di Morte e la Tortura, ONG uzbeka, ha detto che sono 17 le condanne capitali già commutate.
Per i responsabili di omicidio, la Corte ha stabilito condanne detentive da 20 a 25 anni, detraendo dalla nuova pena il tempo già trascorso dietro le sbarre.
Le 17 persone, nessuna della quali dovrà scontare l’ergastolo, sono state trasferite dal braccio della morte di Tashkent alle prigioni di Andijan, Urgench, Nukus, Karshi, e Navoi.
Il 18 dicembre 2007 l’Uzbekistan ha votato in favore della risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.