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LIBERIA

Il 1° aprile, il tribunale di Monrovia ha accusato...

Il 1° aprile, il tribunale di Monrovia ha accusato 32 persone di "tradimento" a seguito degli scontri del 1998

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Il 1° aprile, il tribunale di Monrovia ha accusato 32 persone di "tradimento" a seguito degli scontri del 1998. I disordini nascevano a seguito del giro di vite ordinato nel settembre 98 dal Presidente Charles Taylor (vincitore delle elezioni multipartitiche del 1997) contro la tribù "Krahn" rimasta fedele a Roosevelt Johnson, leader di una delle fazioni più coinvolte nella guerra civile da poco terminata. Delle 32 persone accusate, 18 si trovano in esilio all'estero (compreso lo stesso Johnson), una è stata assolta, e 13 sono state condannate per tradimento. Durante gli scontri del 98, Johnson si era rifugiato nell'ambasciata USA, causando un braccio di ferro tra Washington e l'amministrazione del Presidente Taylor. Gli USA hanno trasferito all'estero Johnson per via aerea, ma la Liberia ora rivendica un accordo in base al quale Johnson sarebbe dovuto rientrare per affrontare il processo. Tra le 13 persone condannate (che rischiano l'ergastolo o la pena di morte) vi sono: Bai Gbala, un ex consigliere del Presidente Taylor, l'ex senatore James Chelly, l'ex ministro e professore universitario Charles Breeze, e l'ex ministro dei trasporti del governo di transizione Armah Youlu. Nell'arringa finale, gli avvocati della difesa avevano sostenuto: "L'inconsistenza dell'ipotesi accusatoria, e l'inconsistenza dei testimoni a carico indica che non sono stati gli imputati a cospirare contro lo Stato, ma lo Stato contro gli imputati". I condannati si appelleranno alla Corte Suprema.