I procuratori del Qatar hanno chiesto la condanna a...
I procuratori del Qatar hanno chiesto la condanna a morte di due spie russe accusate di aver ucciso un leader ribelle ceceno
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I procuratori del Qatar hanno chiesto la condanna a morte di due spie russe accusate di aver ucciso un leader ribelle ceceno. Un tribunale del Qatar ha ascoltato gli argomenti presentati dal procuratore di stato dello Stato del Golfo, che ha detto che i russi hanno messo una bomba nell'auto di Zelimkhan Yandarbiyev nel febbraio 2004, uccidendo lui e altre due persone che stavano tornando a casa da una moschea. Anche il figlio tredicenne di Yandarbiyev � rimasto gravemente ferito.
Mosca insiste nel dire che i due russi non hanno collegamenti con l'attacco contro Yandarbiyev, che � stato per breve tempo Presidente della Cecenia dopo che i ribelli hanno sconfitto l'esercito russo nel 1996. Ma Mosca ammette che i due sono spie impegnate in un'operazione antiterrorismo nel Qatar.
"Il procuratore ha chiesto la pena pi� severa, la condanna a morte", ha detto Ilya Levitov, portavoce dello studio legale Egorov, Puginsky, Afanasiev & Partners di Mosca.
"Il giudice ha detto oggi che il verdetto verr� annunciato il 30 giugno".
Il caso minaccia di causare uno scontro diplomatico tra i due Paesi. I politici russi sono offesi, in particolare dalle dichiarazioni della difesa con cui si afferma che le confessioni sono state estorte alle spie tramite tortura.
"Il procuratore tenta di provare che non � stata usata tortura ai nostri connazionali", si legge in un comunicato dello studio legale.
Mosca insiste nel dire che i due russi non hanno collegamenti con l'attacco contro Yandarbiyev, che � stato per breve tempo Presidente della Cecenia dopo che i ribelli hanno sconfitto l'esercito russo nel 1996. Ma Mosca ammette che i due sono spie impegnate in un'operazione antiterrorismo nel Qatar.
"Il procuratore ha chiesto la pena pi� severa, la condanna a morte", ha detto Ilya Levitov, portavoce dello studio legale Egorov, Puginsky, Afanasiev & Partners di Mosca.
"Il giudice ha detto oggi che il verdetto verr� annunciato il 30 giugno".
Il caso minaccia di causare uno scontro diplomatico tra i due Paesi. I politici russi sono offesi, in particolare dalle dichiarazioni della difesa con cui si afferma che le confessioni sono state estorte alle spie tramite tortura.
"Il procuratore tenta di provare che non � stata usata tortura ai nostri connazionali", si legge in un comunicato dello studio legale.
— FONTI
- (Fonti: Reuters, 08/06/2004)
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