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SUDAFRICA

i giudici della Corte Costituzionale del Sud Africa hanno espresso il loro disappunto nei confronti del governo

i giudici della Corte Costituzionale del Sud Africa hanno espresso il loro disappunto nei confronti del governo

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i giudici della Corte Costituzionale del Sud Africa hanno espresso il loro disappunto nei confronti del governo che non ha ancora presentato il rapporto sul suo operato riguardo ai 59 condannati ancora detenuti nei bracci della morte.
La dichiarazione è stata fatta in seguito al mancato rispetto del governo dell’ordine della corte, di maggio, che chiedeva una rapporto, per il 15 agosto, sui passi intrapresi per commutare le condanne a morte.
La richiesta non è stata pienamente soddisfatta perché le condanne a morte rimaste non state ancora commutate e gli sforzi intrapresi non assicurano che questo avvenga.
Lo stato, il 17 agosto aveva chiesto, e gli era stata concessa, una proroga fino al 15 settembre per fornire il rapporto alla corte.
“E’ inaccettabile. Se si fossero opportunamente applicati avrebbero potuto ottemperare alla richieste per tempo,” ha detto il giudice Sandile Ngcobo all’avvocato di stato Vas Soni.
Il giudice Dikgang Moseneke ha chiesto se la proroga richiesta dallo stato era sufficiente, dato il rinvio concesso per risolvere lo status dei prigionieri nel braccio della morte. “Abbiamo a che fare con persone che stanno nel braccio della morte da 11 anni dopo Mokonyane (la sentenza della Corte Costituzionale del 1995 che ha abolito la pena di morte), ha detto Moseneke. L’avvocato Frank Snyckers, per i tre condannati a morte che hanno presentato la domanda, ha detto che il problema è che i detenuti nel braccio della morte non sono classificati tra gli ergastolani e non possono essere qualificati per la condizionale.
FONTI
  • (Fonti: All Africa, 19/08/2005)