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REPUBBLICA CENTROAFRICANA

I diritti umani hanno subito un grave passo indietro...

I diritti umani hanno subito un grave passo indietro con i postumi del colpo di stato del maggio 2001 nella Repubblica Centroafricana

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I diritti umani hanno subito un grave passo indietro con i postumi del colpo di stato del maggio 2001 nella Repubblica Centroafricana. Molte persone, tra cui l'ex Ministro della Difesa Jean Jacques Demafouth, sono state arrestate per il loro presunto coinvolgimento. Il tribunale penale ha emesso due condanne: una in contumacia in agosto e un'altra in settembre.
Nicolas Tiangaye, un famoso avvocato della RCA che difendeva Demafouth e che presiede la Lega Centrafricana per i Diritti Umani, ha espresso il suo punto di vista sulla situazione dei diritti umani e sui processi legati al colpo di stato in un'intervista che ha rilasciato alla IRIN (Integrated Regional Information Networks) legata alle Nazioni Unite.
"La situazione dei diritti umani nella RCA � passata attraverso diverse fasi. La fase attuale � caratterizzata dall'aggravamento della tensione risultante dal tentativo di colpo di stato del maggio 2001, perch�, con i suoi postumi, molte persone sono state arrestate e altre sono state uccise con esecuzioni sommarie. Questo � motivo di grande preoccupazione per le associazioni in difesa dei diritti umani, sia nazionali che internazionali.
"Oggi, con i recenti processi contro i presunti attentatori con cui sono state emesse condanne a morte in contumacia e pene che vanno da 1 a 10 anni di prigione, le cose sembrano indirizzarsi verso un certo [grado di] normalizzazione.
"Tuttavia, in altri luoghi, come nelle stazioni di polizia e di gendarmeria, alcuni abusi come la detenzione oltre i termini previsti dalla legge, le [avverse] condizioni di detenzione e altre azioni arbitrarie, vengono ancora applicati contro tranquilli cittadini. Inoltre, l'OCRB [Entre Centrafricano per la Repressione del Banditismo] continua a compiere esecuzioni sommarie di sospetti banditi e ladri armati. Queste, in breve, sono le principali preoccupazioni delle organizzazioni che si battono per i diritti umani".
A una domanda con cui gli si chiedeva se la Lega Centrafricana per i Diritti Umani fosse a favore della pena di morte, Tiangaye ha cos� risposto: "La Lega ha una posizione di principio: si oppone alla pena di morte. Questa non � solo la posizione della nostra lega, ma anche quella di tutte le associazioni in difesa dei diritti umani".
Tiangaye ha detto che non � in corso nessuna campagna di abolizione della pena di morte nella RCA.
"Oltretutto, una sola campagna non � sufficiente, perch� bisogna considerare anche la situazione della societ�. Non � facile far accettare alla gente l'idea [dell'abolizione della pena di morte]. Bisogna prepararli [ad accettarla] e bisogna tenere in considerazione il loro livello di sviluppo. A mio parere, prima di avviare un dibattito sulla pena di morte andrebbero risolti i problemi sociali ed economici. I cittadini della RCA hanno altri problemi. La gente lo dice, "Abbiamo bisogno di cibo e di generi di prima sopravvivenza". Si tratta di un problema sociologico che richiede una riflessione profonda e che non dovrebbe essere affrontato frettolosamente".
Tiangaye non ha voluto commentare la condanna a morte in contumacia emessa dal tribunale militare contro l'ex presidente Andre Kolingba e un'altra persona.
"Non voglio esprimere commenti su deliberazioni prese dal tribunale. Il colpo di stato � da condannare. La Lega per i Diritti Umani lo ha condannato e ritiene che chi lo ha organizzato debba essere portato di fronte alla giustizia per rispondere delle proprie azioni. Anche se io personalmente e la lega che presiedo ci opponiamo alla pena di morte, questa non � ancora stata abrogata dalla nostra legislazione. I nostri tribunali hanno ritenuto che questa pena fosse adeguata ai reati di cui sono accusati i cospiratori. Io non posso esprimere giudizi su questa decisione".
FONTI
  • (Fonti: UN Integrated Regional Information Networks, Africa News Service, 21/10/2002)