i detenuti del braccio della morte del Marocco...
i detenuti del braccio della morte del Marocco...
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i detenuti del braccio della morte del Marocco, circa 150, vivono in condizioni disumane che minacciano la vita stessa, secondo attivisti di diritti umani ed Ong.
“La situazione generale dei detenuti in Marocco, specialmente quelli nel braccio della morte, è assolutamente catastrofica e disumana,” ha detto Mohamed Kouhlal, scrittore specializzato nelle questioni dei diritti umani, all’Ips.
Le condizioni nel braccio della morte sono “anche peggio dell’esecuzione stessa,” ha aggiunto Al El Ouakili, noto scrittore e fautore dell’abolizione.
Kouhlal e El Ouakili sono due tra i numerosi attivisti che hanno scritto, di recente, rapporti sulla situazione delle carceri in Marocco. I fatti sono confermati dalle fotografie fatte di nascosto in prigione che mostrano i detenuti ammassati nelle celle come sardine.
L’8 luglio, dieci Ong hanno rilasciato una dichiarazione congiunta chiedendo al governo di introdurre una riforma urgente per la salute e il benessere dei detenuti, specialmente dei condannati a morte.
Le Ong si sono mosse dopo che il delegato generale dei servizi penali, Hafid Benhachem, si è rifiutato di incontrarle e discutere la questione con loro.
Precedentemente, la Moroccan Prisons Watch, un’organizzazione indipendente che monitora le condizioni nelle carceri, aveva rilasciato un rapporto che criticava la situazione delle prigioni marocchine. Il rapporto aveva messo in luce i pochi fondi delle autorità che rendono impossibile provvedere alle condizioni sanitarie minime ed essenziali dei detenuti. “La onnipresente minaccia di esecuzione dei detenuti nel braccio della morte causa anche gravi malattie mentali,” ha aggiunto Kouhlal.
“La situazione generale dei detenuti in Marocco, specialmente quelli nel braccio della morte, è assolutamente catastrofica e disumana,” ha detto Mohamed Kouhlal, scrittore specializzato nelle questioni dei diritti umani, all’Ips.
Le condizioni nel braccio della morte sono “anche peggio dell’esecuzione stessa,” ha aggiunto Al El Ouakili, noto scrittore e fautore dell’abolizione.
Kouhlal e El Ouakili sono due tra i numerosi attivisti che hanno scritto, di recente, rapporti sulla situazione delle carceri in Marocco. I fatti sono confermati dalle fotografie fatte di nascosto in prigione che mostrano i detenuti ammassati nelle celle come sardine.
L’8 luglio, dieci Ong hanno rilasciato una dichiarazione congiunta chiedendo al governo di introdurre una riforma urgente per la salute e il benessere dei detenuti, specialmente dei condannati a morte.
Le Ong si sono mosse dopo che il delegato generale dei servizi penali, Hafid Benhachem, si è rifiutato di incontrarle e discutere la questione con loro.
Precedentemente, la Moroccan Prisons Watch, un’organizzazione indipendente che monitora le condizioni nelle carceri, aveva rilasciato un rapporto che criticava la situazione delle prigioni marocchine. Il rapporto aveva messo in luce i pochi fondi delle autorità che rendono impossibile provvedere alle condizioni sanitarie minime ed essenziali dei detenuti. “La onnipresente minaccia di esecuzione dei detenuti nel braccio della morte causa anche gravi malattie mentali,” ha aggiunto Kouhlal.
— FONTI
- (Fonti: IPS, 19/08/2008)
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