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BOTSWANA

I crimini capitali sono tradimento, omicidio e pirateria

I crimini capitali sono tradimento, omicidio e pirateria

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La pena di morte è in vigore in Botswana da quando il paese è divenuto indipendente dalla Gran Bretagna nel 1966.
I crimini capitali sono omicidio, pirateria, tradimento, attentato alla vita del capo dello stato e reati militari come ammutinamento e diserzione di fronte al nemico.
Secondo i dati forniti dall’associazione Ditshwanelo, dal 1966 al 2003, sono state giustiziate 38 persone. Nello stesso periodo, solo quattro donne sono state condannate a morte, delle quali tre sono state giustiziate e una ha avuto la condanna commutata in 20 anni di detenzione. L’esecuzione più discussa risale al marzo 2001 quando Marietta Bosch, una cittadina sudafricana bianca condannata per omicidio, è stata giustiziata. Il caso ha suscitato un grande dibattito nazionale e internazionale sulla pena di morte in Botswana.
Nel 1995, c’è stato un tentativo di dichiarare la pena di morte anticostituzionale, ma la Corte d’Appello si espresse diversamente.
In Botswana non esiste un effettiva rappresentanza legale per i poveri. Gli avvocati d’ufficio sono pagati pochissimo, per cui il loro lavoro in genere è svolto da giovani senza esperienza. Le esecuzioni non possono avvenire senza un mandato firmato dal Presidente. In Botswana nessun Presidente ha mai concesso la grazia.
Nel 2004 non vi è stata nessuna esecuzione. Nel 2003, ne erano state effettuate 4.