Human Rights Watch (HRW)
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Human Rights Watch (HRW) ha chiesto al leader palestinese Mahmud Abbas di sospendere l’applicazione della pena di morte, criticando i tribunali per aver emesso condanne capitali al termine di processi iniqui, senza diritto di appello.
In una lettera aperta ad Abbas, HRW chiede al leader palestinese di introdurre una “immediata moratoria” sull’applicazione della pena capitale nei territori occupati, in vista della sua abolizione.
All’inizio di marzo, funzionari palestinesi hanno detto che 15 detenuti nel braccio della morte sarebbero stati giustiziati entro la fine del mese, ma finora nessuna esecuzione è stata riportata.
Delle almeno 27 persone rinchiuse nel braccio della morte – sostiene HRW – molte sono state condannate da tribunali militari o tribunali per la sicurezza dello stato al termine di processi definiti dalle organizzazioni per i diritti umani “gravemente iniqui”.
“E’ d’obbligo che i palestinesi condannati da questi tribunali siano rimossi dal braccio della morte e nuovamente processati in base agli standard internazionali”, è scritto nella lettera firmata da Sarah Leah Whitson, direttrice di URW-Middle East.
I processi vengono descritti come spesso sommari, basati su confessioni ottenute mediante maltrattamenti e torture. Gli imputati, continua la Whitson, hanno accesso limitato o nullo alla difesa legale e nessun diritto d’appello.
In una lettera aperta ad Abbas, HRW chiede al leader palestinese di introdurre una “immediata moratoria” sull’applicazione della pena capitale nei territori occupati, in vista della sua abolizione.
All’inizio di marzo, funzionari palestinesi hanno detto che 15 detenuti nel braccio della morte sarebbero stati giustiziati entro la fine del mese, ma finora nessuna esecuzione è stata riportata.
Delle almeno 27 persone rinchiuse nel braccio della morte – sostiene HRW – molte sono state condannate da tribunali militari o tribunali per la sicurezza dello stato al termine di processi definiti dalle organizzazioni per i diritti umani “gravemente iniqui”.
“E’ d’obbligo che i palestinesi condannati da questi tribunali siano rimossi dal braccio della morte e nuovamente processati in base agli standard internazionali”, è scritto nella lettera firmata da Sarah Leah Whitson, direttrice di URW-Middle East.
I processi vengono descritti come spesso sommari, basati su confessioni ottenute mediante maltrattamenti e torture. Gli imputati, continua la Whitson, hanno accesso limitato o nullo alla difesa legale e nessun diritto d’appello.
— FONTI
- (Fonti: Agence France Presse, 31/03/2005)
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