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PALESTINESE (AUTORITÀ)

Hamza Mahmoud al-Shoubaki, 40 anni...

Hamza Mahmoud al-Shoubaki, 40 anni...

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Hamza Mahmoud al-Shoubaki, 40 anni, è morto dopo essere stato rapito da uomini non identificati. Secondo le indagini del PCHR, degli uomini mascherati avrebbero sequestrato Hamza al-Shoubaki nei dintorni di al-Daraj, a est della città di Gaza. Il giorno seguente, il corpo privo di vita dell’uomo è stato portato all’ospedale al-Shifa, con due colpi di proiettile nella testa. Il 25 luglio 2008, al-Shoubaki era stato arrestato dal Servizio Sicurezza Interna di Hamas. “Sono arrivati il mattino presto a casa nostra e lo hanno preso senza dire perché,” ha dichiarato la moglie di al-Shoubaki al quotidiano australiano The Age. Shoubaki era accusato di collaborazionismo con il governo di Mahmoud Abbas. Era un simpatizzante di Fatah e, quasi quotidianamente, aveva contatti telefonici col fratello, un funzionario governativo. La moglie di Shoubaki ha detto che per quattro mesi, dopo il suo arresto, non ha avuto alcuna spiegazione sul perché e su dove fosse detenuto. Poi, all’inizio di dicembre, Shoubaki ha chiamato dicendo di essere trattenuto dal Servizio Sicurezza Interno, nel complesso di al-Saraya, vicino a Gaza. La donna ha detto di essere rimasta scioccata quando lo ha incontrato. “All’inizio quasi non lo riconoscevo. Aveva molti segni di tortura. Era pallido e livido e aveva problemi nel camminare,” ha dichiarato. Era stato sistematicamente malmenato con calci e pugni, a periodi alternati privato di cibo e sonno, appeso al soffitto per ore, da piedi e mani, e in un’occasione appeso per diverse ore solo da un braccio. La donna ha detto anche che il marito era stato sottoposto a scariche elettriche e minacciato più volte con una pistola alla tempia per costringerlo a confessare. “Ha detto anche di essere stato portato davanti al tribunale militare in diverse occasioni, ma che non sono mai riusciti a provare nulla contro di lui.” Il 28 dicembre 2008, l’uomo ha tentato di fuggire dal carcere dopo che gli israeliani avevano bombardato il campo di al-Saraya, ma è stato catturato il giorno stesso dai militanti di Hamas che gli hanno sparato alla schiena e a entrambe le gambe per poi abbandonarlo nei pressi di Sheikh Ejlin, a sud-ovest della città di Gaza. “Quando è arrivato da noi era vivo a malapena,” ha detto la moglie. All’inizio di febbraio, nella caccia aperta a chiunque fosse ritenuto un collaboratore sia di Israele che dell’Autorità Palestinese d Ramallah, il Servizio Interno di Sicurezza ha ripreso a cercarlo. “Il 4 e il 18 febbraio un gran numero di uomini sono venuti a casa nostra chiedendo di mio marito ma lui non c’era perché lo avevamo mandato da un’altra parte,” ha detto la signora Shoubaki. Il 26 febbraio, al-Shoubaki ha deciso di trasferirsi nuovamente credendo di poter trovare un luogo più sicuro, ma alle 10 di sera uomini mascherati hanno scoperto il suo nuovo nascondiglio. Il giorno dopo, alle 8 del mattino, un parente di al-Shoubaki ha ricevuto una telefonata dall’ospedale al-Shifa in cui gli si chiedeva di andare a identificare il corpo di un uomo all’obitorio. Era al-Shoubaki. Gli avevano sparato due colpi di pistola alla testa.
FONTI
  • (Fonti: Independent Commission for Human Rights and the Palestinian Centre for Human Rights)