GIAPPONE. MANCATO APPELLO PER ASAHAR
gli avvocati di Shoko Asahara, il fondatore del culto del giorno del giudizio che provocò l’attacco mortale nel 1995 con il gas sarin nella metropolitana di Tokyo, non hanno presentato la lettera per l’appello contro la sua condanna a morte entro il 31
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gli avvocati di Shoko Asahara, il fondatore del culto del giorno del giudizio che provocò l’attacco mortale nel 1995 con il gas sarin nella metropolitana di Tokyo, non hanno presentato la lettera per l’appello contro la sua condanna a morte entro il 31 agosto.
I legali di Asahara hanno incontrato il giudice Masaru Suda dell’alta corte di Tokyo che potevano ancora accogliere il ricorso dopo la scadenza del termine qualora avessero ritenuto che i legali avevano buone ragioni per rinviare la presentazione dell’appello. Gli avvocati di Asahara avevano in un primo momento detto che il loro cliente cinquantenne era in “un altro mondo” e che non era nelle condizioni di affrontare un processo. Dopo che la corte non aveva riconosciuto il fatto che Asahara fosse mentalmente inadatto al processo nel 2004 e lo avevano condannato a morte, il consiglio di difesa aveva fatto un nuovo tentativo per una revisione del processo e avevano dovuto presentare le ragioni del guru per questo. I suoi avvocati hanno detto di non aver potuto presentare l’appello perché non avevano potuto parlare con Asahara. Takeshi Matsui, uno dei due avvocati privatamente scelti per difendere Asahara, aveva precedentemente detto che non poteva comunicare con il guru.
E’ solo "naturale sospettare che non stia bene una persona della mia età indossa pannolini e siede su una sedia a rotelle su un lenzuolo blu come precauzione contro la dispersione," aveva detto Matsui all’inizio del mese.
I legali di Asahara hanno incontrato il giudice Masaru Suda dell’alta corte di Tokyo che potevano ancora accogliere il ricorso dopo la scadenza del termine qualora avessero ritenuto che i legali avevano buone ragioni per rinviare la presentazione dell’appello. Gli avvocati di Asahara avevano in un primo momento detto che il loro cliente cinquantenne era in “un altro mondo” e che non era nelle condizioni di affrontare un processo. Dopo che la corte non aveva riconosciuto il fatto che Asahara fosse mentalmente inadatto al processo nel 2004 e lo avevano condannato a morte, il consiglio di difesa aveva fatto un nuovo tentativo per una revisione del processo e avevano dovuto presentare le ragioni del guru per questo. I suoi avvocati hanno detto di non aver potuto presentare l’appello perché non avevano potuto parlare con Asahara. Takeshi Matsui, uno dei due avvocati privatamente scelti per difendere Asahara, aveva precedentemente detto che non poteva comunicare con il guru.
E’ solo "naturale sospettare che non stia bene una persona della mia età indossa pannolini e siede su una sedia a rotelle su un lenzuolo blu come precauzione contro la dispersione," aveva detto Matsui all’inizio del mese.
— FONTI
- (Fonti: Agence France Presse, 31/08/2005)
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