GIAPPONE: CORTE SUPREMA CONFERMA ANNULLAMENTO DI DUE CONDANNE A MORTE EMESSE DA GIUDICI NON TOGATI
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la Corte Suprema del Giappone ha confermato due sentenze delle Alte Corti che avevano ribaltato le condanne a morte emesse da giurie miste di giudici onorari e togati nei confronti di due uomini accusati di rapina e omicidio.
Le Alte Corti avevano commutato in ergastolo le condanne dei due uomini, ritenendo la pena capitale eccessiva.
E’ la prima volta che la pena di morte emessa da una giuria composta anche da giudici non togati è stata annullata dalla Corte Suprema da quando il sistema misto di giudici onorari e togati è stato introdotto in Giappone nel maggio 2009 per riflettere il "senso comune" nei processi penali, che sono stati spesso criticati in quanto poco comprensibili e lontani dal sentimento popolare.
Nella sua decisione, la Corte Suprema ha detto che una sentenza di morte è "una punizione ultimativa che prende la vita dell'imputato" e i giudici "devono considerarla con attenzione e presentare prove concrete" che tale pena non può essere scampata.
"Non ha senso confrontare nel dettaglio (i casi) con i precedenti penali, ma dobbiamo considerarli adeguatamente sicché non siano trattati ingiustamente", ha detto la Corte Suprema, aggiungendo che vi è la necessità di un equilibrio nel giudicare tra giudici di carriera e semplici cittadini.
I due casi riguardavano l'omicidio di un uomo di 74 anni in un appartamento nel quartiere di Minamiaoyama a Tokyo nel novembre 2009 e l'omicidio di una studentessa universitaria di 21 anni nella sua casa nella Prefettura di Chiba nell'ottobre 2009.
I tribunali distrettuali di Tokyo e Chiba avevano condannato a morte i due uomini nel 2011, in processi separati condotti da giurie miste. Ma le sentenze sono state rovesciate nel 2013 dall'Alta Corte di Tokyo, dove i casi sono stati esaminati soltanto da giudici togati. Un totale di 22 condanne a morte sono state finora emesse da collegi composti da tre giudici togati e sei comuni cittadini.
Le Alte Corti avevano commutato in ergastolo le condanne dei due uomini, ritenendo la pena capitale eccessiva.
E’ la prima volta che la pena di morte emessa da una giuria composta anche da giudici non togati è stata annullata dalla Corte Suprema da quando il sistema misto di giudici onorari e togati è stato introdotto in Giappone nel maggio 2009 per riflettere il "senso comune" nei processi penali, che sono stati spesso criticati in quanto poco comprensibili e lontani dal sentimento popolare.
Nella sua decisione, la Corte Suprema ha detto che una sentenza di morte è "una punizione ultimativa che prende la vita dell'imputato" e i giudici "devono considerarla con attenzione e presentare prove concrete" che tale pena non può essere scampata.
"Non ha senso confrontare nel dettaglio (i casi) con i precedenti penali, ma dobbiamo considerarli adeguatamente sicché non siano trattati ingiustamente", ha detto la Corte Suprema, aggiungendo che vi è la necessità di un equilibrio nel giudicare tra giudici di carriera e semplici cittadini.
I due casi riguardavano l'omicidio di un uomo di 74 anni in un appartamento nel quartiere di Minamiaoyama a Tokyo nel novembre 2009 e l'omicidio di una studentessa universitaria di 21 anni nella sua casa nella Prefettura di Chiba nell'ottobre 2009.
I tribunali distrettuali di Tokyo e Chiba avevano condannato a morte i due uomini nel 2011, in processi separati condotti da giurie miste. Ma le sentenze sono state rovesciate nel 2013 dall'Alta Corte di Tokyo, dove i casi sono stati esaminati soltanto da giudici togati. Un totale di 22 condanne a morte sono state finora emesse da collegi composti da tre giudici togati e sei comuni cittadini.
— FONTI
- (Fonti: Kyodo, 04/02/2015)
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