GIAPPONE. CONFERMATA PENA CAPITALE PER MEMBRO DELLA SETTA AUM, LA PRIMA NEL CASO LEGATO ALLA SETTA AUM
la condanna a morte per Kazuaki Okazaki, membro da lungo tempo della setta AUM Shinrikyo, è stata definitivamente decisa dopo che la Corte Suprema non ha accolto la sua istanza di modificare la sentenza.
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la condanna a morte per Kazuaki Okazaki, membro da lungo tempo della setta AUM Shinrikyo, è stata definitivamente decisa dopo che la Corte Suprema non ha accolto la sua istanza di modificare la sentenza.
Okazaki, 44, accusato di aver ucciso un avvocato, la moglie e il figlioletto di questo, e un seguace dell’AUM nel 1989, è stato il primo imputato AUM la cui condanna a morte è stata confermata.
13 imputati, compreso il fondatore dell’AUM Shoko Asahara, sono stati condannati alla pena capitale da Corti Distrettuali o alte corti, in relazione con una serie di crimini legati alla setta AUM.
La Corte Distrettuale di Tokyo aveva sentenziato la pena di morte per Okazaki in ottobre 1998. L’Alta Corte di Tokyo confermò il verdetto in dicembre 2001.
Secondo il verdetto, Okazaki assassinò l’avvocato Tsutsumi Sakamoto, 33, sua moglie Satoko, 29, e il loro bambino di un anno Tatsuhiko, in novembre 1989. Sakamoto aiutava persone in cause legali contro la setta. Uccise anche il membro di AUM Shuji Taguchi, 21, in febbraio 1989 quando Taguchi tentava di uscire dalla setta.
Okazaki aveva chiesto clemenza, sostenendo di essersi arreso e di essere stato il primo tra i colpevoli degli omicidi della famiglia Sakamoto a confessare.
La condanna è stata definitivamente decisa dopo che il numero 1 della Corte Suprema, Petty Bench, che ha emesso la sentenza il 7 aprile, ha respinto la richiesta di Okazaki e i suoi avvocati di commutare la pena.
Il suo è stato il processo più breve dei 13 perché si era dichiarato colpevole dall’inizio. Altri sette dei 13 imputati detenuti nel braccio della morte si sono appellati alla Corte Suprema, mentre i processi degli altri 5 sono ancora in fase di appello presso le alte corti.
Okazaki, 44, accusato di aver ucciso un avvocato, la moglie e il figlioletto di questo, e un seguace dell’AUM nel 1989, è stato il primo imputato AUM la cui condanna a morte è stata confermata.
13 imputati, compreso il fondatore dell’AUM Shoko Asahara, sono stati condannati alla pena capitale da Corti Distrettuali o alte corti, in relazione con una serie di crimini legati alla setta AUM.
La Corte Distrettuale di Tokyo aveva sentenziato la pena di morte per Okazaki in ottobre 1998. L’Alta Corte di Tokyo confermò il verdetto in dicembre 2001.
Secondo il verdetto, Okazaki assassinò l’avvocato Tsutsumi Sakamoto, 33, sua moglie Satoko, 29, e il loro bambino di un anno Tatsuhiko, in novembre 1989. Sakamoto aiutava persone in cause legali contro la setta. Uccise anche il membro di AUM Shuji Taguchi, 21, in febbraio 1989 quando Taguchi tentava di uscire dalla setta.
Okazaki aveva chiesto clemenza, sostenendo di essersi arreso e di essere stato il primo tra i colpevoli degli omicidi della famiglia Sakamoto a confessare.
La condanna è stata definitivamente decisa dopo che il numero 1 della Corte Suprema, Petty Bench, che ha emesso la sentenza il 7 aprile, ha respinto la richiesta di Okazaki e i suoi avvocati di commutare la pena.
Il suo è stato il processo più breve dei 13 perché si era dichiarato colpevole dall’inizio. Altri sette dei 13 imputati detenuti nel braccio della morte si sono appellati alla Corte Suprema, mentre i processi degli altri 5 sono ancora in fase di appello presso le alte corti.
— FONTI
- (Fonti: Kyodo News, 07/05/2005)
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