GIAPPONE: CONFERMATA CONDANNA A MORTE PER TRE OMICIDI
l'Alta Corte di Tokyo ha respinto l’appello contro la condanna a morte di un uomo riconosciuto colpevole
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l'Alta Corte di Tokyo ha respinto l’appello contro la condanna a morte di un uomo riconosciuto colpevole di tre omicidi, commessi a Yamagata e Tokyo.
Katsumi Asayama, 48 anni, fu arrestato nel 2012 per omicidio e incendio doloso in seguito alla morte della 76enne Michiko Otsuka, avvenuta a Tokyo nel novembre 2011. Nel 2013 fu condannato a morte dal Tribunale distrettuale di Tokyo, ma presentò appello contro la sentenza.
Asayama fu anche riconosciuto responsabile dell’incendio che causò la morte del 71enne Takeyoshi Yamaka e di sua moglie Kazuko, 69, avvenuto a Yamagata nell'ottobre 2010, ha riferito la TBS. Secondo gli inquirenti, il 43enne figlio degli Yamaka visse per un certo tempo con Asayama e sua moglie Sayuri, 44 anni, presso la loro proprietà a Nagoya. Il figlio degli Yamaka andò via dopo essere stato sottoposto a violenze da parte di Sayuri, che fu arrestata anche in relazione al caso di Tokyo.
I procuratori hanno detto che Asayama andò a Yamagata nel settembre 2010 e costrinse il figlio degli Yamaka a tornare a Nagoya con lui. L’incendio si verificò il mese successivo. Il figlio di nuovo lasciò la proprietà degli Asayama e presentò denuncia alla polizia.
Nel frattempo, nel caso della Otsuka, la polizia appurò che suo figlio soggiornò per qualche tempo con gli Asayama nella loro casa di Nagoya. Secondo la polizia, l'uomo cercò più volte di andar via, ma fu sempre rintracciato e portato indietro da Asayama.
Nel novembre 2011, Asayama - presentandosi come un funzionario locale – andò a trovare Otsuka per chiedere informazioni su dove si trovasse suo figlio. La polizia ha detto che l’uomo la uccise e diede alle fiamme la casa per vendicare l’abbandono da parte del figlio della vittima.
Katsumi Asayama, 48 anni, fu arrestato nel 2012 per omicidio e incendio doloso in seguito alla morte della 76enne Michiko Otsuka, avvenuta a Tokyo nel novembre 2011. Nel 2013 fu condannato a morte dal Tribunale distrettuale di Tokyo, ma presentò appello contro la sentenza.
Asayama fu anche riconosciuto responsabile dell’incendio che causò la morte del 71enne Takeyoshi Yamaka e di sua moglie Kazuko, 69, avvenuto a Yamagata nell'ottobre 2010, ha riferito la TBS. Secondo gli inquirenti, il 43enne figlio degli Yamaka visse per un certo tempo con Asayama e sua moglie Sayuri, 44 anni, presso la loro proprietà a Nagoya. Il figlio degli Yamaka andò via dopo essere stato sottoposto a violenze da parte di Sayuri, che fu arrestata anche in relazione al caso di Tokyo.
I procuratori hanno detto che Asayama andò a Yamagata nel settembre 2010 e costrinse il figlio degli Yamaka a tornare a Nagoya con lui. L’incendio si verificò il mese successivo. Il figlio di nuovo lasciò la proprietà degli Asayama e presentò denuncia alla polizia.
Nel frattempo, nel caso della Otsuka, la polizia appurò che suo figlio soggiornò per qualche tempo con gli Asayama nella loro casa di Nagoya. Secondo la polizia, l'uomo cercò più volte di andar via, ma fu sempre rintracciato e portato indietro da Asayama.
Nel novembre 2011, Asayama - presentandosi come un funzionario locale – andò a trovare Otsuka per chiedere informazioni su dove si trovasse suo figlio. La polizia ha detto che l’uomo la uccise e diede alle fiamme la casa per vendicare l’abbandono da parte del figlio della vittima.
— FONTI
- (Fonti: Japan Today, 03/10/2014)
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