GIAPPONE: CONDANNATO A MORTE CON UNA SOLA VITTIMA E SENZA PRECEDENTI
il tribunale distrettuale di Okayama, in Giappone, ha condannato a morte Koichi Sumida,
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il tribunale distrettuale di Okayama, in Giappone, ha condannato a morte Koichi Sumida, 30 anni, per l'omicidio di una ragazza di 27 anni, commesso nel settembre 2011. Si tratta della prima condanna a morte in Giappone in un caso con una sola vittima e senza che l’imputato abbia precedenti.
L’avvocato di Sumida ha immediatamente presentato appello.
Sumida è stato accusato di rapina, stupro, omicidio e abbandono di cadavere. In precedenza aveva ammesso di aver commesso i reati aggiungendo di non provare nessuna pietà per la sua vittima. Nel corso di un'udienza successiva, tuttavia, ha pianto mentre cercava il perdono della famiglia della vittima. La sentenza ha confermato che la sua vittima, Misa Kato, era una sua collega. L’ha prima rapinata, poi stuprata e accoltellata a morte. Poi ha smembrato il suo corpo abbandonandolo a Osaka.
Sumida è il 16esimo condannato a morte in Giappone da una giuria che comprende semplici cittadini, un sistema introdotto nel Paese nel maggio 2009. Il giudice Morioka, che ha presieduto la giuria di professionisti e giudici laici, ha sottolineato che il crimine è legato a "frustrazione sessuale" e che c’è "scarsa probabilità di riabilitazione." Ha sostenuto che la mancanza di precedenti penali è inadeguata al fine di diminuire la pena, dal momento che l’"inclinazione dell’imputato a commettere crimini non può essere esclusa."
Sumida è stato accusato di rapina, stupro, omicidio e abbandono di cadavere. In precedenza aveva ammesso di aver commesso i reati aggiungendo di non provare nessuna pietà per la sua vittima. Nel corso di un'udienza successiva, tuttavia, ha pianto mentre cercava il perdono della famiglia della vittima. La sentenza ha confermato che la sua vittima, Misa Kato, era una sua collega. L’ha prima rapinata, poi stuprata e accoltellata a morte. Poi ha smembrato il suo corpo abbandonandolo a Osaka.
Sumida è il 16esimo condannato a morte in Giappone da una giuria che comprende semplici cittadini, un sistema introdotto nel Paese nel maggio 2009. Il giudice Morioka, che ha presieduto la giuria di professionisti e giudici laici, ha sottolineato che il crimine è legato a "frustrazione sessuale" e che c’è "scarsa probabilità di riabilitazione." Ha sostenuto che la mancanza di precedenti penali è inadeguata al fine di diminuire la pena, dal momento che l’"inclinazione dell’imputato a commettere crimini non può essere esclusa."
— FONTI
- (Fonti: japandailypress.com, 15/02/2013)
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