GEORGIA (USA). GRAZIA POSTUMA PER LENA BAKER, 60 ANNI DOPO SEDIA ELETTRICA
è stato cancellato ufficialmente un "penoso errore" commesso sessanta anni fa nei confronti di Lena Baker in Georgia (USA).
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è stato cancellato ufficialmente un "penoso errore" commesso sessanta anni fa nei confronti di Lena Baker in Georgia (USA).
Le autorità dello Stato le hanno concesso la grazia postuma seppure Baker non sia mai stata riconosciuta innocente per il delitto che l'ha fatta condannare nel 1944.
La donna si conquistò un triste spazio nella storia della Georgia diventando la prima e fino ad oggi unica donna a finire sulla sedia elettrica.
Il Board of Pardons and Paroles, l'organo responsabile della revisione delle sentenze e delle richieste di scarcerazione dei detenuti per buona condotta, ha presentato ufficialmente ai discendenti della donna la comunicazione della decisione.
La donna, afroamericana, fu processata e riconosciuta colpevole in un solo giorno dell'omicidio di E.B. Knight, un bianco che l'allora 44enne Baker aveva accusato di tenerla in uno stato di schiavitù, di costringerla ad avere rapporti sessuali minacciandola di toglierle la vita.
La donna era stata assunta come assistente personale, ma lui l'avrebbe trattenuta contro la sua volontà. Un giorno gli tolse di mano una pistola e aprì il fuoco mentre l'uomo cercava di colpirla con una sbarra di metallo.
La giuria, composta interamente da uomini, tutti bianchi, la condannò alla pena capitale. Raramente nel sud della segregazione razziale, le giurie riconoscevano la colpevolezza di uomini bianchi per l'omicidio di persone di colore.
Scheree Lipscomb, un portavoce del Pardons Board, ha definito "un penoso errore", la decisione del 1945 di negare clemenza alla donna, "questo caso meritava comprensione".
Roosevelt Curry, pronipote di Lena Baker si è a lungo battuto per ottenere la grazia postuma, convinto che l'atto, pur simbolico, sarebbe stato di conforto per la famiglia.
La sentenza, eccessiva, viene citata dagli attivisti che si oppongono alla pena capitale negli Stati Uniti. Baker avrebbe al più dovuto rispondere per omicidio preterintenzionale, anche se non le fosse stata riconosciuta la legittima difesa. Per questo reato non è prevista la pena di morte.
Le autorità dello Stato le hanno concesso la grazia postuma seppure Baker non sia mai stata riconosciuta innocente per il delitto che l'ha fatta condannare nel 1944.
La donna si conquistò un triste spazio nella storia della Georgia diventando la prima e fino ad oggi unica donna a finire sulla sedia elettrica.
Il Board of Pardons and Paroles, l'organo responsabile della revisione delle sentenze e delle richieste di scarcerazione dei detenuti per buona condotta, ha presentato ufficialmente ai discendenti della donna la comunicazione della decisione.
La donna, afroamericana, fu processata e riconosciuta colpevole in un solo giorno dell'omicidio di E.B. Knight, un bianco che l'allora 44enne Baker aveva accusato di tenerla in uno stato di schiavitù, di costringerla ad avere rapporti sessuali minacciandola di toglierle la vita.
La donna era stata assunta come assistente personale, ma lui l'avrebbe trattenuta contro la sua volontà. Un giorno gli tolse di mano una pistola e aprì il fuoco mentre l'uomo cercava di colpirla con una sbarra di metallo.
La giuria, composta interamente da uomini, tutti bianchi, la condannò alla pena capitale. Raramente nel sud della segregazione razziale, le giurie riconoscevano la colpevolezza di uomini bianchi per l'omicidio di persone di colore.
Scheree Lipscomb, un portavoce del Pardons Board, ha definito "un penoso errore", la decisione del 1945 di negare clemenza alla donna, "questo caso meritava comprensione".
Roosevelt Curry, pronipote di Lena Baker si è a lungo battuto per ottenere la grazia postuma, convinto che l'atto, pur simbolico, sarebbe stato di conforto per la famiglia.
La sentenza, eccessiva, viene citata dagli attivisti che si oppongono alla pena capitale negli Stati Uniti. Baker avrebbe al più dovuto rispondere per omicidio preterintenzionale, anche se non le fosse stata riconosciuta la legittima difesa. Per questo reato non è prevista la pena di morte.
— FONTI
- (Fonti: Apcom, 20/08/2005)
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