GAZA: DUE GIUSTIZIATI PER COLLABORAZIONISMO E OMICIDIO
due uomini sono stati impiccati di mattina a Gaza dopo essere stati riconosciuti colpevoli di collaborazione con apparati di sicurezza stranieri e omicidio.
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due uomini sono stati impiccati di mattina a Gaza dopo essere stati riconosciuti colpevoli di collaborazione con apparati di sicurezza stranieri e omicidio.
I due sono stati identificati come M.A.Q, 60 anni, e R.A.Q, 29, che erano stati in origine condannati a morte il 29 novembre 2004 da un tribunale civile.
Il Ministero degli Interni ha emesso a Gaza un comunicato spiegando che “Le condanne a morte sono state eseguite dopo l’esaurimento di tutti i possibili appelli. Le condanne sono diventate finali e applicabili avendo gli imputati goduto di tutti i loro diritti”.
Il Ministero degli Interni ha aggiunto: “Queste condanne a morte sono state eseguite dopo la decisione del governo palestinese di applicare la pena di morte… Il 29 novembre 2004, il Tribunale di Primo Grado di Gaza ha condannato gli imputati all’impiccagione. Il 14 luglio 2011 la Corte di Cassazione ha respinto l’appello contro le condanne a morte e approvato il verdetto del Tribunale di Primo Grado”.
Il Centro Palestinese per i Diritti Umani (PCHR) ha fortemente condannato le esecuzioni dei due palestinesi, che sono state eseguite senza la ratifica da parte del Presidente Palestinese.
Il PCHR ribadisce che l’approvazione delle condanne a morte è potere esclusivo del Presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese in base al Codice di Procedura Penale (3) del 2001, per cui l’applicazione di qualsiasi condanna a morte senza la ratifica del Presidente costituisce una violazione della legge e della costituzione.
Il PCHR sottolinea che la ratifica delle condanne a morte è necessaria in particolare dopo la firma del patto di riconciliazione palestinese nel maggio 2011.
I due sono stati identificati come M.A.Q, 60 anni, e R.A.Q, 29, che erano stati in origine condannati a morte il 29 novembre 2004 da un tribunale civile.
Il Ministero degli Interni ha emesso a Gaza un comunicato spiegando che “Le condanne a morte sono state eseguite dopo l’esaurimento di tutti i possibili appelli. Le condanne sono diventate finali e applicabili avendo gli imputati goduto di tutti i loro diritti”.
Il Ministero degli Interni ha aggiunto: “Queste condanne a morte sono state eseguite dopo la decisione del governo palestinese di applicare la pena di morte… Il 29 novembre 2004, il Tribunale di Primo Grado di Gaza ha condannato gli imputati all’impiccagione. Il 14 luglio 2011 la Corte di Cassazione ha respinto l’appello contro le condanne a morte e approvato il verdetto del Tribunale di Primo Grado”.
Il Centro Palestinese per i Diritti Umani (PCHR) ha fortemente condannato le esecuzioni dei due palestinesi, che sono state eseguite senza la ratifica da parte del Presidente Palestinese.
Il PCHR ribadisce che l’approvazione delle condanne a morte è potere esclusivo del Presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese in base al Codice di Procedura Penale (3) del 2001, per cui l’applicazione di qualsiasi condanna a morte senza la ratifica del Presidente costituisce una violazione della legge e della costituzione.
Il PCHR sottolinea che la ratifica delle condanne a morte è necessaria in particolare dopo la firma del patto di riconciliazione palestinese nel maggio 2011.
— FONTI
- (Fonti: Palestinian Center for Human Rights, 26/07/2011)
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