FLORIDA (USA): CORTE SUPREMA DISCUTE ANNULLAMENTO DELLE CONDANNE CAPITALI
un qualificatissimo gruppo di giuristi chiede alla Corte Suprema della Florida di annullare tutte le condanne a
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un qualificatissimo gruppo di giuristi chiede alla Corte Suprema della Florida di annullare tutte le condanne a morte dello Stato. Il 12 gennaio 2016 la Corte Suprema degli Stati Uniti, nel caso HURST v. FLORIDA, ha dichiarato incostituzionale la legge capitale della Florida perché dava al giudice un peso maggiore rispetto alla giuria popolare, contravvenendo quindi al dettato costituzionale che assegna ad un imputato il diritto ad essere giudicato da una giuria di “pari”. Giovedì 5 maggio la Corte Suprema della Florida inizierà a discutere se la sentenza della Corte di Washington debba essere applicata retroattivamente, e in che modo.
I difensori dei condannati a morte, tra i quali lo stesso Timothy Lee Hurst che ha dato il nome al caso, sostengono che la sentenza rende incostituzionali tutte le sentenze emesse da quando quella legge è entrata in vigore, e che l’applicazione debba essere automatica, portando alla commutazione di tutte le condanne dei 390 detenuti nel braccio della morte in altrettanti ergastoli.
La tesi della pubblica accusa è invece che la sentenza debba essere applicata caso a caso, e gli avvocati che rappresentano lo stato dicono di aver identificato meno di 50 casi sensibili.
Alla tesi della difesa si è aggiunto un folto gruppo di esperti di diritto, che comprende 3 ex presidenti della Corte Suprema di Stato e un ex presidente dell’Ordine degli Avvocati degli Stati Uniti (ABA) e un ex presidente dell’Ordine degli Avvocati della Florida.
In un parere di 33 pagine, presentata alla Corte sotto forma di “Amicus Curiae”, i giuristi sostengono che l’annullamento di tutte le condanne sarebbe la “logica conseguenza” della sentenza Hurst v. Florida.
I difensori dei condannati a morte, tra i quali lo stesso Timothy Lee Hurst che ha dato il nome al caso, sostengono che la sentenza rende incostituzionali tutte le sentenze emesse da quando quella legge è entrata in vigore, e che l’applicazione debba essere automatica, portando alla commutazione di tutte le condanne dei 390 detenuti nel braccio della morte in altrettanti ergastoli.
La tesi della pubblica accusa è invece che la sentenza debba essere applicata caso a caso, e gli avvocati che rappresentano lo stato dicono di aver identificato meno di 50 casi sensibili.
Alla tesi della difesa si è aggiunto un folto gruppo di esperti di diritto, che comprende 3 ex presidenti della Corte Suprema di Stato e un ex presidente dell’Ordine degli Avvocati degli Stati Uniti (ABA) e un ex presidente dell’Ordine degli Avvocati della Florida.
In un parere di 33 pagine, presentata alla Corte sotto forma di “Amicus Curiae”, i giuristi sostengono che l’annullamento di tutte le condanne sarebbe la “logica conseguenza” della sentenza Hurst v. Florida.
— FONTI
- (Fonti: tampabay.com, 03/05/2016)
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