FLORIDA (USA): CORTE SUPREMA ANNULLA TRE CONDANNE A MORTE EMESSE NON ALL’UNANIMITÀ
la Corte Suprema della Florida ha annullato 3 condanne a morte (non i verdetti di colpevolezza) in quanto
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la Corte Suprema della Florida ha annullato 3 condanne a morte (non i verdetti di colpevolezza) in quanto emesse non all’unanimità, ma ne ha confermata una quarta, anche questa emessa non all’unanimità ma divenuta definitiva prima del giugno 2002.
Le condanne annullate sono quelle di Lancelot Armstrong (53 anni, nero), Donald Otis Williams (56 anni, bianco), e William Kopsho (63 anni, bianco).
Per molti anni la Florida è stata uno dei soli 3 Stati degli Usa a consentire che le condanne a morte venissero emesse anche quando la giuria popolare non era unanime.
Il mese scorso la stessa Corte Suprema, decidendo su una serie di ricorsi riguardanti la non unanimità, aveva deciso che le condanne a morte divenute definitive prima del giugno 2002 rimanevano valide, quelle invece diventate definitive dopo quella data dovevano essere riesaminate. Oggi ha quindi disposto che delle nuove giurie popolari vengano chiamate a decidere la pena di Armstrong (la cui pena di morte venne votata 9-3), di Williams (la cui pena di morte venne votata 9-3) e di Kopsho (la cui pena di morte venne votata 10-2).
La Corte non ha invece annullato la condanna a morte di Louis Gaskin (49 anni, nero), nonostante 4 giurati avessero votato contro la condanna a morte. Tale condanna infatti è diventata definitiva prima del giugno 2002, data della sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti Ring v. Arizona nella quale veniva ribadito il principio dell’unanimità.
A lungo la Corte Suprema della Florida ha ritenuto di non avere l’obbligo di uniformarsi a Ring v. Arizona considerando che i due sistemi capitali fossero “sufficientemente diversi”. Con un ritardo da molti criticato, il 12 gennaio 2016, con la sentenza Hurst v. Florida, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha imposto alla Florida di uniformarsi.
Si stima che nonostante l’applicazione restrittiva scelta dalla Corte Suprema di Stato (che sarà oggetto di ulteriori ricorsi), saranno quasi 200 le condanne a morte annullate nei prossimi anni. Tali condanne potrebbero essere confermate, ma solo se nuove giurie popolari le voteranno all’unanimità.
Le condanne annullate sono quelle di Lancelot Armstrong (53 anni, nero), Donald Otis Williams (56 anni, bianco), e William Kopsho (63 anni, bianco).
Per molti anni la Florida è stata uno dei soli 3 Stati degli Usa a consentire che le condanne a morte venissero emesse anche quando la giuria popolare non era unanime.
Il mese scorso la stessa Corte Suprema, decidendo su una serie di ricorsi riguardanti la non unanimità, aveva deciso che le condanne a morte divenute definitive prima del giugno 2002 rimanevano valide, quelle invece diventate definitive dopo quella data dovevano essere riesaminate. Oggi ha quindi disposto che delle nuove giurie popolari vengano chiamate a decidere la pena di Armstrong (la cui pena di morte venne votata 9-3), di Williams (la cui pena di morte venne votata 9-3) e di Kopsho (la cui pena di morte venne votata 10-2).
La Corte non ha invece annullato la condanna a morte di Louis Gaskin (49 anni, nero), nonostante 4 giurati avessero votato contro la condanna a morte. Tale condanna infatti è diventata definitiva prima del giugno 2002, data della sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti Ring v. Arizona nella quale veniva ribadito il principio dell’unanimità.
A lungo la Corte Suprema della Florida ha ritenuto di non avere l’obbligo di uniformarsi a Ring v. Arizona considerando che i due sistemi capitali fossero “sufficientemente diversi”. Con un ritardo da molti criticato, il 12 gennaio 2016, con la sentenza Hurst v. Florida, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha imposto alla Florida di uniformarsi.
Si stima che nonostante l’applicazione restrittiva scelta dalla Corte Suprema di Stato (che sarà oggetto di ulteriori ricorsi), saranno quasi 200 le condanne a morte annullate nei prossimi anni. Tali condanne potrebbero essere confermate, ma solo se nuove giurie popolari le voteranno all’unanimità.
— FONTI
- (Fonti: DPIC, 19/01/2017)
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