FILIPPINE: LANUZA TORNATO A CASA DOPO 13 ANNI DI BRACCIO DELLA MORTE SAUDITA
dopo 13 lunghi anni, Rodelio "Dondon" Lanuza, il lavoratore filippino che si è salvato dal braccio della morte in Arabia Saudita, è arrivato questo pomeriggio nel suo Paese, mettendo fine alla lunga attesa della sua famiglia e concludendo una vicenda che
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dopo 13 lunghi anni, Rodelio "Dondon" Lanuza, il lavoratore filippino che si è salvato dal braccio della morte in Arabia Saudita, è arrivato questo pomeriggio nel suo Paese, mettendo fine alla lunga attesa della sua famiglia e concludendo una vicenda che ha coinvolto anche il Re saudita. Portando con sé solo una borsa verde, Lanuza è arrivato con un volo della Etihad Airways alle 15:03, indossando una camicia a righe e uno scialle. E’ stato accolto dai suoi genitori, Edilberto e Letty Lanuza.
“Ringrazio Dio per essermi salvato”, ha detto nell’intervista trasmessa da radio dzBB. Lanuza si trovava in carcere dal 2000 dopo essere stato condannato a morte per l'uccisione di un cittadino arabo. La più alta corte saudita aveva confermato la pena di morte di Lanuza nel 2001, poi graziandolo dopo il pagamento alla famiglia della vittima del prezzo del sangue di 3 milioni di Riyal sauditi. Dei 3 milioni di riyal, 700.000 sono stati versati dal governo filippino e dai sostenitori di Lanuza, i restanti 2,3 milioni sono stati messi dal Re saudita Abdullah. Un servizio di "24 Oras" su GMA News ha mostrato Lanuza, 38 anni, che abbracciava in lacrime i suoi genitori. Il servizio ha detto che Lanuza è ora un musulmano convertito.
Intervistato dai giornalisti all'interno della sala VIP dell'aeroporto, dove lui e i suoi genitori sono rimasti per 30 minuti, Lanuza ha ribadito di essere innocente. Aveva detto in precedenti interviste di aver agito per legittima difesa, dal momento che la vittima voleva violentarlo. "La mia coscienza è pulita, davvero non ho colpa”, ha dichiarato nel servizio di 24 Oras.
I documenti di Lanuza sono stati controllati in aeroporto da rappresentanti dell’Amministrazione per il Welfare dei Lavoratori all’Estero (OWWA), del Dipartimento Affari Esteri (DFA) e dell'Ufficio del Vice Presidente.
Un servizio della dzBB ha descritto Lanuza come a tratti confuso, riportando una sua affermazione secondo cui potrebbe aver bisogno di un po’ di tempo per abituarsi alla ritrovata libertà.
“Ringrazio Dio per essermi salvato”, ha detto nell’intervista trasmessa da radio dzBB. Lanuza si trovava in carcere dal 2000 dopo essere stato condannato a morte per l'uccisione di un cittadino arabo. La più alta corte saudita aveva confermato la pena di morte di Lanuza nel 2001, poi graziandolo dopo il pagamento alla famiglia della vittima del prezzo del sangue di 3 milioni di Riyal sauditi. Dei 3 milioni di riyal, 700.000 sono stati versati dal governo filippino e dai sostenitori di Lanuza, i restanti 2,3 milioni sono stati messi dal Re saudita Abdullah. Un servizio di "24 Oras" su GMA News ha mostrato Lanuza, 38 anni, che abbracciava in lacrime i suoi genitori. Il servizio ha detto che Lanuza è ora un musulmano convertito.
Intervistato dai giornalisti all'interno della sala VIP dell'aeroporto, dove lui e i suoi genitori sono rimasti per 30 minuti, Lanuza ha ribadito di essere innocente. Aveva detto in precedenti interviste di aver agito per legittima difesa, dal momento che la vittima voleva violentarlo. "La mia coscienza è pulita, davvero non ho colpa”, ha dichiarato nel servizio di 24 Oras.
I documenti di Lanuza sono stati controllati in aeroporto da rappresentanti dell’Amministrazione per il Welfare dei Lavoratori all’Estero (OWWA), del Dipartimento Affari Esteri (DFA) e dell'Ufficio del Vice Presidente.
Un servizio della dzBB ha descritto Lanuza come a tratti confuso, riportando una sua affermazione secondo cui potrebbe aver bisogno di un po’ di tempo per abituarsi alla ritrovata libertà.
— FONTI
- (Fonti: gmanetwork.com, 19/09/2013)
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