FIILIPPINE. I LEGISLATORI ABOLISCONO LA PENA DI MORTE
il presidente delle Filippine, Gloria Macapagal Arroyo, si è congratulata con il Congresso “per aver preso la decisione di abolire la pena di morte” ed ha assicurato la popolazione che questa scelta “non è un segnale di debolezza nei confronti del
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il presidente delle Filippine, Gloria Macapagal Arroyo, si è congratulata con il Congresso “per aver preso la decisione di abolire la pena di morte” ed ha assicurato alla popolazione che questa scelta “non è un segnale di debolezza nei confronti del crimine”.
La dichiarazione è stata fatta oggi, dopo che ieri i parlamentari hanno approvato un decreto legge che abolisce “il crimine orrendo” previsto da una legge del 1994.
La legge dovrà essere promulgata prossimamente dalla presidente Gloria Arroyo. Il Senato ha approvato il progetto di legge all'unanimità, dopo un più controverso passaggio alla Camera.
La promulgazione della legge commuterà automaticamente in ergastolo le condanne a morte emesse contro circa 1.200 detenuti.
“Celebriamo la vittoria della vita – si legge in un messaggio presidenziale – e ringrazio il Congresso per aver agito con rapidità ed aver eliminato dal codice penale una pena così atroce”. La Arroyo ha poi comunicato che “presto il decreto avrà la sua firma, divenendo così legge”.
Edcel Lagman, deputato della Camera dei rappresentanti, ha giustificato la decisione dei parlamentari con uno studio “che dimostra senza alcun dubbio come la pena di morte non sia un deterrente per il crimine: sono sereno per il futuro del Paese”.
Ma i sostenitori della pena capitale temono una ripercussione sulla criminalità.
“Ho paura che accadrà il peggio al nostro paese,” ha detto il legislatore Miguel Zubiri in un discorso alla Camera durante la votazione del 5 maggio.
“Mi sembra che stanotte i criminali festeggeranno,” ha aggiunto il legislatore Antonio Cuenco.
Manila ha giustiziato sette persone tra il 1999 e il 2000, prima che il governo imponesse una moratoria delle esecuzioni, in seguito alle pressioni da parte della Chiesa Cattolica, largamente maggioritaria nel Paese, dell’Unione Europea e di gruppi per i diritti umani.
La dichiarazione è stata fatta oggi, dopo che ieri i parlamentari hanno approvato un decreto legge che abolisce “il crimine orrendo” previsto da una legge del 1994.
La legge dovrà essere promulgata prossimamente dalla presidente Gloria Arroyo. Il Senato ha approvato il progetto di legge all'unanimità, dopo un più controverso passaggio alla Camera.
La promulgazione della legge commuterà automaticamente in ergastolo le condanne a morte emesse contro circa 1.200 detenuti.
“Celebriamo la vittoria della vita – si legge in un messaggio presidenziale – e ringrazio il Congresso per aver agito con rapidità ed aver eliminato dal codice penale una pena così atroce”. La Arroyo ha poi comunicato che “presto il decreto avrà la sua firma, divenendo così legge”.
Edcel Lagman, deputato della Camera dei rappresentanti, ha giustificato la decisione dei parlamentari con uno studio “che dimostra senza alcun dubbio come la pena di morte non sia un deterrente per il crimine: sono sereno per il futuro del Paese”.
Ma i sostenitori della pena capitale temono una ripercussione sulla criminalità.
“Ho paura che accadrà il peggio al nostro paese,” ha detto il legislatore Miguel Zubiri in un discorso alla Camera durante la votazione del 5 maggio.
“Mi sembra che stanotte i criminali festeggeranno,” ha aggiunto il legislatore Antonio Cuenco.
Manila ha giustiziato sette persone tra il 1999 e il 2000, prima che il governo imponesse una moratoria delle esecuzioni, in seguito alle pressioni da parte della Chiesa Cattolica, largamente maggioritaria nel Paese, dell’Unione Europea e di gruppi per i diritti umani.
— FONTI
- (Fonti: AFP, 06/06/2006)
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