Esperti legali hanno chiesto al governo indonesiano...
Esperti legali hanno chiesto al governo indonesiano di fissare una data ultima per l'esecuzione dei condannati a morte, per evitare una doppia pena
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Esperti legali hanno chiesto al governo indonesiano di fissare una data ultima per l'esecuzione dei condannati a morte, per evitare una doppia pena. Il noto avvocato e attivista per i diritti umani Luhut M. Pangaribuan ha detto che le autorità dovrebbero dare priorità agli appelli presentati da detenuti condannati a morte e giustiziarli entro un anno dalla condanna se hanno esaurito l'iter giudiziario.
"A prescindere dalle controversie sulla esistenza della pena capitale, dovrebbe essere una priorità per il sistema giudiziario eseguire le condanne a morte entro un anno dall'emissione del verdetto. Le autorità lo possono fare se lo vogliono", ha detto Luhut.
Due cittadini thailandesi - Namsong Sirilak, 32 anni, e Saelow Prasert, 62 - sono stati giustiziati all'alba del 1° ottobre, più di otto anni dopo che erano stati condannati a morte nel 1996 per traffico di droga.
Sirilak e Prasert, insieme al cittadino indiano Ayodhya Prasadh Chaubey, erano stati arrestati nel 1994 in possesso di 12 kg di eroina. Chaubey è stato giustiziato lo scorso agosto.
Il lungo ritardo con il quale sono state compiute le esecuzioni fa ritenere che i tre abbiano scontato due condanne: una condanna a morte e una pena detentiva.
Nel braccio della morte vi sono ancora più di 20 detenuti. Tre di loro sono detenuti da 12 anni, mentre altri due sono in prigione dal 1993 e dal 1994. Le autorità non hanno reso nota la data prevista per la loro esecuzione. Luhut ha criticato le autorità giudiziarie per il ritardo con il quale si decide il destino dei detenuti nel braccio della morte, dicendo che in gran parte dei casi le autorità sembrano ignorare le richieste di grazia.
Rudy Satrio, esperto legale della Facoltà di Legge dell'Università indonesiana, ha rilevato gravi lacune nel sistema legale del paese riguardo al tempo massimo che un condannato a morte deve trascorrere in attesa dell'esecuzione.
"Non abbiamo leggi che stabiliscono quando si debba giustiziare un condannato. Per questo abbiamo proposto un disegno di legge che prevede procedure giudiziarie che commutano la pena capitale in ergastolo se un condannato non viene giustiziato entro 10 anni", ha detto Rudy.
Rudy ha detto che se il disegno di legge venisse approvato dalla Camera nel 2005 non ci sarebbero praticamente più esecuzioni purché i condannati mostrino la volontà di redimersi.
"A prescindere dalle controversie sulla esistenza della pena capitale, dovrebbe essere una priorità per il sistema giudiziario eseguire le condanne a morte entro un anno dall'emissione del verdetto. Le autorità lo possono fare se lo vogliono", ha detto Luhut.
Due cittadini thailandesi - Namsong Sirilak, 32 anni, e Saelow Prasert, 62 - sono stati giustiziati all'alba del 1° ottobre, più di otto anni dopo che erano stati condannati a morte nel 1996 per traffico di droga.
Sirilak e Prasert, insieme al cittadino indiano Ayodhya Prasadh Chaubey, erano stati arrestati nel 1994 in possesso di 12 kg di eroina. Chaubey è stato giustiziato lo scorso agosto.
Il lungo ritardo con il quale sono state compiute le esecuzioni fa ritenere che i tre abbiano scontato due condanne: una condanna a morte e una pena detentiva.
Nel braccio della morte vi sono ancora più di 20 detenuti. Tre di loro sono detenuti da 12 anni, mentre altri due sono in prigione dal 1993 e dal 1994. Le autorità non hanno reso nota la data prevista per la loro esecuzione. Luhut ha criticato le autorità giudiziarie per il ritardo con il quale si decide il destino dei detenuti nel braccio della morte, dicendo che in gran parte dei casi le autorità sembrano ignorare le richieste di grazia.
Rudy Satrio, esperto legale della Facoltà di Legge dell'Università indonesiana, ha rilevato gravi lacune nel sistema legale del paese riguardo al tempo massimo che un condannato a morte deve trascorrere in attesa dell'esecuzione.
"Non abbiamo leggi che stabiliscono quando si debba giustiziare un condannato. Per questo abbiamo proposto un disegno di legge che prevede procedure giudiziarie che commutano la pena capitale in ergastolo se un condannato non viene giustiziato entro 10 anni", ha detto Rudy.
Rudy ha detto che se il disegno di legge venisse approvato dalla Camera nel 2005 non ci sarebbero praticamente più esecuzioni purché i condannati mostrino la volontà di redimersi.
— FONTI
- (Fonti: The Jakarta Post, 04/10/2004)
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