Nessuno tocchi Caino
ITALIA

Esecuzioni di massa, prigionieri torturati, decapitazioni,...

Esecuzioni di massa, prigionieri torturati, decapitazioni, amputazioni e scomparse in Iraq sono l'agghiacciante contenuto del dossier di Nessuno tocchi Caino, presentato a Roma, e intitolato "La pena di morte e non solo sotto Saddam Hussein"

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Esecuzioni di massa, prigionieri torturati, decapitazioni, amputazioni e scomparse in Iraq sono l'agghiacciante contenuto del dossier di Nessuno tocchi Caino, presentato a Roma, e intitolato "La pena di morte e non solo sotto Saddam Hussein".
Il dossier, contenente anticipazioni estratte dal rapporto annuale di Nessuno tocchi Caino "La pena di morte nel mondo", mette a fuoco la pratica del terrore come repressione nei confronti dei dissidenti e come rafforzamento del potere del regime iracheno.
"Stiamo lanciando questo dossier in anticipo perch� riteniamo che la conoscenza della situazione dei diritti umani - in particolare la diffusa applicazione della pena di morte - sia un elemento molto importante nell'attuale dibattito sulla crisi irachena," ha detto Sergio D'Elia, Segretario Generale di NtC e autore del dossier.
Alla presentazione erano presenti il SottoSegretario agli Affari Esteri, Margherita Boniver, il Presidente della Commissione sui Diritti Umani del Senato Italiano, Enrico Pianeta, l'Euro Parlamentare Marco Pannella, promotore della campagna Iraq Libero, il Senatore Natale D'Amico, il parlamentare italiano Antonio Meccanico, e la curatrice del Rapporto, Elisabetta Zamparutti.
L'uso della pena di morte in Iraq � nettamente aumentato dall'ascesa al potere del partito Baath, nel 1968 e dal 1979, anno in cui Saddam Hussein � diventato presidente.
Gli ultimi decreti sulla pena capitale - pare rilasciati a febbraio 2003 dall'ufficio militare del partito di governo Baath, e firmati dal figlio minore di Saddam, Qusay - prescrivono la pena di morte per i reati commessi dal personale delle Forze Aeronautiche di Difesa in tempo di guerra.
In ogni caso � molto difficile distinguere tra le esecuzioni giudiziarie ed extra-giudiziarie in Iraq, ha detto la curatrice Elisabetta Zamparutti. Nessuno tocchi Caino ha contato 214 esecuzioni nel 2002, attraverso i rapporti dei media locali e le fonti di opposizione.
Nel 2001 il totale era di 179. Queste cifre non includono le esecuzioni di massa riportate dai dissidenti.
Secondo il dossier "� andata persa ogni traccia delle 200,000 persone arrestate sotto il regime di Saddam. Si pensa che molti siano stati giustiziati e sepolti in luoghi segreti. Nei casi in cui i corpi sono stati restituiti alle famiglie, qualunque rito funebre � proibito."
Il rapporto, compilato con l'aiuto di varie fonti, dice che nella regione settentrionale Kurda, solo tra il 1987 e il 1988, sono stati uccisi e sono scomparsi 100,000 kurdi. Ad ottobre 2002, gli attivisti iracheni per i diritti umani hanno denunciato la scomparsa tra 7,000 e 10,000 kurdi Fayli, e il Kuwait ha accusato l'Iraq di nascondere le informazioni sugli oltre 600 kuwaitiani e cittadini di altri paesi, scomparsi durante la Guerra del Golfo, nel 1991.