EGITTO: DUE CIVILI CONDANNATI A MORTE PER L’OMICIDIO DI UN MILITARE
il Tribunale Supremo Militare egiziano ha condannato a morte due civili ritenuti responsabili
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il Tribunale Supremo Militare egiziano ha condannato a morte due civili ritenuti responsabili dell’omicidio di un militare, prima vittima dell’esercito egiziano dalla Rivoluzione del 25 gennaio.
Ahmed Samir Ramadan fu ucciso il 24 febbraio mentre presidiava un posto di blocco sulla strada di Atfih, a sud del Cairo. Fu assalito da 24 persone, che volevano vendicare la morte del figlio di uno di loro. Due imputati sono stati condannati a morte, tre al carcere a vita, due a 15 anni di reclusione e otto a 10 anni di reclusione. Gli altri imputati sono stati assolti.
Durante i 18 giorni di rivolta che nel 2011 hanno portato alla caduta dell’ex presidente Hosni Mubarak dell'11 febbraio, le forze militari egiziane furono schierate nelle strade. Ramadan, mentre era di turno al posto di blocco, avrebbe intimato l’alt ad un veicolo per la perquisizione. Non essendosi il veicolo fermato, il soldato avrebbe aperto il fuoco, uccidendo il conducente. Gli altri due passeggeri a bordo del veicolo riuscirono a scappare e ad informare dell’accaduto la famiglia del conducente rimasto ucciso. I membri della famiglia insieme ad altri uomini avrebbero quindi “giustiziato” il soldato, attuando una vera e propria giustizia privata.
Ahmed Samir Ramadan fu ucciso il 24 febbraio mentre presidiava un posto di blocco sulla strada di Atfih, a sud del Cairo. Fu assalito da 24 persone, che volevano vendicare la morte del figlio di uno di loro. Due imputati sono stati condannati a morte, tre al carcere a vita, due a 15 anni di reclusione e otto a 10 anni di reclusione. Gli altri imputati sono stati assolti.
Durante i 18 giorni di rivolta che nel 2011 hanno portato alla caduta dell’ex presidente Hosni Mubarak dell'11 febbraio, le forze militari egiziane furono schierate nelle strade. Ramadan, mentre era di turno al posto di blocco, avrebbe intimato l’alt ad un veicolo per la perquisizione. Non essendosi il veicolo fermato, il soldato avrebbe aperto il fuoco, uccidendo il conducente. Gli altri due passeggeri a bordo del veicolo riuscirono a scappare e ad informare dell’accaduto la famiglia del conducente rimasto ucciso. I membri della famiglia insieme ad altri uomini avrebbero quindi “giustiziato” il soldato, attuando una vera e propria giustizia privata.
— FONTI
- (Fonti: Ahram online 7/2/2012)
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