EGITTO. DA CONFERENZA RICHIESTA DI MORATORIA NEL MONDO ARABO
la conferenza sulla pena di morte nel mondo arabo, svoltasi in Egitto dal 12 al 14 maggio, si è chiusa con la
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la conferenza sulla pena di morte nel mondo arabo, svoltasi in Egitto dal 12 al 14 maggio, si è chiusa con la richiesta di una moratoria delle esecuzioni come passo verso l’abolizione della pena capitale nella regione, in accordo con la risoluzione approvata dall’Assemblea Generale dell’Onu.
La richiesta è contenuta nella “Dichiarazione di Alessandria”, documento conclusivo della conferenza, svoltasi nella stessa città e co-organizzata dal Penal Reform International (PRI) e dall’Istituto Svedese.
“Al termine delle nostre discussioni – ha dichiarato Tahar Boumedra, responsabile PRI per Medioriente e Nordafrica – abbiamo deciso che la Dichiarazione dovesse definire la pena di morte una violazione del più fondamentale diritto umano, il diritto alla vita. Ci siamo trovati d’accordo nel definire questo tipo di sanzione incapace in qualunque luogo di deterrenza nei confronti della criminalità”.
“Alcuni delegati, provenienti da nove paesi arabi, hanno cercato di usare la Legge Islamica per contrastare l’abolizione della pena di morte”, ha detto Boumedra. “Ma in realtà la pena capitale va molto al di là di quello che la Sharia ha cercato di imporre”.
Con sede principale a Londra, l’organizzazione non-governativa Penal Reform International ha otto uffici regionali in Kazakhstan, Russia, Georgia, Romania, Rwanda, Malawi, Giordania e Stati Uniti.
La richiesta è contenuta nella “Dichiarazione di Alessandria”, documento conclusivo della conferenza, svoltasi nella stessa città e co-organizzata dal Penal Reform International (PRI) e dall’Istituto Svedese.
“Al termine delle nostre discussioni – ha dichiarato Tahar Boumedra, responsabile PRI per Medioriente e Nordafrica – abbiamo deciso che la Dichiarazione dovesse definire la pena di morte una violazione del più fondamentale diritto umano, il diritto alla vita. Ci siamo trovati d’accordo nel definire questo tipo di sanzione incapace in qualunque luogo di deterrenza nei confronti della criminalità”.
“Alcuni delegati, provenienti da nove paesi arabi, hanno cercato di usare la Legge Islamica per contrastare l’abolizione della pena di morte”, ha detto Boumedra. “Ma in realtà la pena capitale va molto al di là di quello che la Sharia ha cercato di imporre”.
Con sede principale a Londra, l’organizzazione non-governativa Penal Reform International ha otto uffici regionali in Kazakhstan, Russia, Georgia, Romania, Rwanda, Malawi, Giordania e Stati Uniti.
— FONTI
- (Fonti: IPS, 29/05/2008)
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