EGITTO: CINQUE CONDANNATI A MORTE DEVONO ESSERE RIPROCESSATI
la Corte di Cassazione egiziana ha annullato le condanne capitali di cinque uomini che erano stati riconosciuti colpevoli dell'assalto ad una stazione di polizia e dell’uccisione di 11 poliziotti, avvenuti nella città di Kerdasa nel 2013.
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la Corte di Cassazione egiziana ha annullato le condanne capitali di cinque uomini che erano stati riconosciuti colpevoli dell'assalto ad una stazione di polizia e dell’uccisione di 11 poliziotti, avvenuti nella città di Kerdasa nel 2013.
La Corte ha stabilito che i cinque uomini debbano essere riprocessati. I cinque inizialmente erano stati condannati a morte in contumacia nel mese di febbraio, in seguito erano stati arrestati, riprocessati e condannati a morte a maggio.
La Corte di Cassazione dovrebbe esaminare il 6 gennaio gli appelli di altri 138 imputati nello stesso caso.
Gli avvocati difensori dei cinque uomini hanno sostenuto che gli imputati non sono affiliati ai Fratelli Musulmani e che non sono stati catturati mentre commettevano i reati di cui sono accusati.
Un totale di 183 imputati sono stati originariamente condannati a morte a febbraio dal Tribunale penale di Giza guidato dal giudice Mohamed Nagy Shehata. Di questi 183, i condannati in contumacia sono 34, sette sono stati giustiziati, molti altri hanno presentato appello o si trovano ad affrontare un nuovo processo. Furono undici gli agenti di polizia uccisi nell’attacco alla stazione di polizia di Kerdasa nell’agosto 2013, a seguito della dispersione violenta al Cairo di due grandi sit-in a sostegno del deposto presidente Mohamed Morsi.
La Corte ha stabilito che i cinque uomini debbano essere riprocessati. I cinque inizialmente erano stati condannati a morte in contumacia nel mese di febbraio, in seguito erano stati arrestati, riprocessati e condannati a morte a maggio.
La Corte di Cassazione dovrebbe esaminare il 6 gennaio gli appelli di altri 138 imputati nello stesso caso.
Gli avvocati difensori dei cinque uomini hanno sostenuto che gli imputati non sono affiliati ai Fratelli Musulmani e che non sono stati catturati mentre commettevano i reati di cui sono accusati.
Un totale di 183 imputati sono stati originariamente condannati a morte a febbraio dal Tribunale penale di Giza guidato dal giudice Mohamed Nagy Shehata. Di questi 183, i condannati in contumacia sono 34, sette sono stati giustiziati, molti altri hanno presentato appello o si trovano ad affrontare un nuovo processo. Furono undici gli agenti di polizia uccisi nell’attacco alla stazione di polizia di Kerdasa nell’agosto 2013, a seguito della dispersione violenta al Cairo di due grandi sit-in a sostegno del deposto presidente Mohamed Morsi.
— FONTI
- (Fonti: nileinternational.net, 12/10/2015)
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