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È stato modificato il protocollo dell’iniezione letale.

È stato modificato il protocollo dell’iniezione letale.

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È stato modificato il protocollo dell’iniezione letale. La nuova procedura, datata 22 maggio, è mirata ad un maggiore controllo della prima fase dell’esecuzione, quella in cui il condannato viene anestetizzato prima che i successivi due farmaci lo uccidano. Molte critiche hanno riguardato nel corso degli anni questo passaggio, nel quale ci sarebbe il rischio che la sedazione della prima fase dell’esecuzione in alcuni casi non sia sufficiente, e che il dolore del terzo farmaco, quello che blocca il cuore, non sia visibile solo perché il secondo farmaco paralizza i muscoli, e quindi rende il condannato inespressivo. L’Ufficio nazionale del Procuratore Generale ha disposto questa revisione del protocollo con l’intento di superare l’attuale impasse generato da diverse corti federali che stanno disponendo sospensioni delle esecuzioni proprio a seguito dei diversi ricorsi dei condannati contro il protocollo dell’iniezione letale. Sostanzialmente il nuovo protocollo adotta le modalità d’uso e i dosaggi raccomandati dalle case produttrici dei farmaci, ed individua in “personale medico paraprofessionale con almeno due anni di esperienza medica” le persone incaricate di compiere l’esecuzione, e nel “Vice Direttore del Dipartimento Penitenziario di stato, o un suo delegato, l’incaricato di controllare che dopo l’inoculazione dell’anestetico il condannato  non compia movimenti, apra gli occhi, sbatta le palpebre, o risponda a comandi verbali o stimoli fisici. Il 2° e il 3° farmaco verranno iniettati solo dopo che siano passati almeno tre minuti dall’anestetico, e solo se non ci sia stato nessun tipo di reazione agli stimoli sopra descritti”.
FONTI
  • (fonti: Associated Press, 10/06/2008)